Marche Teatro riparte con gli spettacoli al Teatro delle Muse. Grande emozione del pubblico in sala

Marche Teatro riparte con gli spettacoli al Teatro delle Muse. Grande emozione del pubblico in sala

2021-05-08 – PARTENZA POSITIVA AL TEATRO DELLE MUSE IL PUBBLICO TORNA FELICEMENTE A TEATRO – MARCO BALIANI EMOZIONATO RINGRAZIA ALLA FINE IL PUBBLICO

 

 

PARTENZA POSITIVA AL TEATRO DELLE MUSE

IL PUBBLICO TORNA FELICEMENTE A TEATRO

270 SPETTATORI A SERA

DISTANZIATI E IN TRANQUILLITÁ

 

PER LA SICUREZZA DEL PUBBLICO

8 REPLICHE A SPETTACOLO

MASCHERINE OBBLIGATORIE E NO AI POSTI CONGIUNTI

RICIRCOLO DELL’ARIA DALL’ESTERNO

E INGRESSI INCANALATI PER EVITARE ASSEMBRAMENTI

 

MARCO BALIANI IN SCENA CON LO SPETTACOLO UNA NOTTE SBAGLIATA

EMOZIONATO

ALLA FINE DELLO SPETTACOLO

HA RINGRAZIATO IL PUBBLICO IN SALA

 

PIÚ DI UN MINUTO DI APPLAUSI

BUONA LA PRIMA

 

LO SPETTACOLO È IN SCENA FINO A GIOVEDì 13 MAGGIO

 

 

Marche Teatro riparte con gli spettacoli al Teatro delle Muse di Ancona.

Grande emozione del pubblico in sala. Il pubblico abbonato e non solo è tornato felicemente a teatro. Tra gli spettatori l’altra sera anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca.

Più di un minuto di applausi a fine spettacolo con un Marco Baliani visibilmente emozionato che ha ringraziato il pubblico. Buona la prima.

Lo spettacolo che è andato in scena e che sarà in scena al Teatro delle Muse di Ancona fino a giovedì 13 maggio è Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, regia Maria Maglietta, scena, luci, video Lucio Diana, paesaggi sonori Mirto Baliani, costumi Stefania Cempini, la produzione è di Marche Teatro. Lo spettacolo è presentato in prima regionale.

 

Ricordiamo che il pubblico che può essere presente ogni sera tra platea e prima galleria, senza congiunti, è composto da 270 spettatori a sera.

Il Teatro delle Muse accoglie il pubblico in grande sicurezza, distanziatissimo per 8 repliche a spettacolo proprio per permettere di dividere il pubblico in più serate.

Negli anni di capienza normale ricordiamo che le repliche erano 4 a titolo.

Quindi per la sicurezza del pubblico ora le repliche sono raddoppiate proprio per diluire le presenze in sala.

Gli ingressi e le uscite sono guidati dal personale del teatro per evitare assembramenti; è obbligatorio l’uso della mascherina e c’è un ricircolo dell’aria dall’esterno.

 

Lo spettacolo Una notte sbagliata sarà in scena fino al 13 maggio alle ore 20 e la domenica con doppia recita alle ore 16 e alle ore 20. Orario anticipato per permettere il rientro a casa entro le ore 22.

 

Marco Baliani porta in scena in questo spettacolo il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo scopriremo sbagliata, diventa un capro espiatorio… Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è la gimkana attorale di Baliani, fatta di continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Ricordiamo inoltre che, in seguito alle regole nazionali sul coprifuoco delle ore 22:00, gli spettacoli subiranno necessariamente variazioni sull’orario di inizioUna notte sbagliata (ore 20 e la domenica doppia recita alle ore 16 e alle ore 20). Miracoli metropolitani di Carrozzeria Orfeo, spettacolo in scena poi alle Muse dal 20 al 27 maggio (alle ore 19 e la domenica doppia recita alle ore 15 e alle ore 19).

Sono in vendita i biglietti anche per il pubblico non abbonato.

Rispetto al pubblico abbonato o che ha già acquistato in precedenza il biglietto: per le nuove date, saranno mantenuti gli stessi posti, già adeguatamente distanziati,  indicati sugli abbonamenti e biglietti  precedentemente acquistati.

La biglietteria del Teatro delle Muse, risponde telefonicamente (071.52525) e via mail (biglietteria@teatrodellemuse.org) nei seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00  e sabato dalle 10:00 alle 13:00. La biglietteria aprirà al pubblico un’ ora prima dell’inizio degli spettacoli.

DALLE NOTE DI MARCO BALIANI

In questo spettacolo porto in scena il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo chiameremo sbagliata, diventa un capro espiatorio su cui accanirsi. Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è stata la mia gimkana attorale, obbligandomi a continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

Già nel precedente spettacolo, Trincea, avevo sperimentato una condizione attorale simile. Qui la ricerca è proseguita, specie nella costruzione del linguaggio, fino a uscire dal contesto narrativo centrale e aprire il flusso delle parole ad altri scenari, in un “arazzo psichico” che sposta di continuo il focus della vicenda, costringendo lo spettatore non solo a viverla emotivamente ma a farsene carico anche ragionandoci sopra.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria   biografica come parte dell’evento di cui si parla. Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta. I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.

Corpi “stranieri”, da cui guardarsi, che con la loro sola presenza incrinano la falsa luminosità del quotidiano, corpi da cacciare via, da odiare, di cui si può dunque abusare.

Questa deriva mi spaventa molto, mi inquieta, e il teatro è l’unico modo che conosco per condividere questa mia inquietudine con la comunità degli spettatori e sentirmi così meno solo e meno impaurito                                                                                                                                                                                                       Marco Baliani

NOTE DI REGIA DI MARIA MAGLIETTA

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”. L’accadimento che nel reale dura una manciata di minuti, si amplifica, si espande per risucchiare nell’assurdo di ciò che avviene, anche chi non è lì, su quel pratone d’erba polverosa.

Il mio lavoro di regia è stato, come spesso succede nelle nostre creazioni, un navigare a vista, tra i diversi linguaggi che determinano la scena, mantenendo salda la barra della meta finale.

Gli stimoli dati alle improvvisazioni attorali, le proposte sonore e visive che nel frattempo si consolidavano, la forza di un testo che si strutturava giorno dopo giorno, sono stati elementi essenziali a modificare via via l’impianto drammaturgico e le scelte di messa in scena, fino alle soluzioni finali.

Le luci e le scene di Lucio Diana evocano il luogo fisico dove la storia accade, ma le delicate animazioni che si muovono sul fondo trasformano quel muro sbreccato in una superficie sensibile che travalica la realtà.

Il tessuto sonoro di Mirto Baliani è un tutt’uno col flusso narrativo, una partitura di parole e suono in cui le azioni del racconto prendono corpo, diventano concrete.

Ora che lo spettacolo appare nella sua compiutezza, ripenso a quel mio stare in ascolto, necessario nel lavoro artistico, che è fatto di piccole attese, incertezze, sospensioni ed errori. E’ un lavoro paziente e gioioso al tempo stesso, stare dentro quel tempo necessario a far scaturire meraviglie.

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