Sufjan Stevens & Angelo De Augustine “A Beginner’s Mind”

Sufjan Stevens & Angelo De Augustine “A Beginner’s Mind”

Etichetta: Asthmatic Kitty
Brani: Reach Out / Lady Macbeth In Chains / Back To Oz / The Pillar Of Souls / You Gave Death A Bad Name / Beginner’s Mind / Olympus / Murder And Crime / (This Is) The Thing / It’s Your Own Body And Mind / Lost In The World / Fictional California / Cimmerian Shade / Lacrimae

Salutiamo con gioia il ritorno di Sufjan Stevens alle sonorità morbide di “Carry & Lowell” successivamente abbandonate in favore di un’elettronica politica in “The Ascension”. Parliamo in realtà di un ritorno in coppia con il cantautore e compagno d’etichetta Angelo De Augustine, uno la cui inclinazione musicale è perfettamente in sintonia con quella di Sufjan. Il progetto prende vita da un gioco che i due si sono divertiti a portare avanti durante la quarantena da coronavirus, componendo ciascun brano dopo la visione di un film, mentre erano rifugiati tra le montagne dello stato di New York nello chalet di Bryce Dessner dei National. Ascoltando il disco si capisce immediatamente però che quella cinematografica è soltanto la lettura più ovvia e che ciascuna di queste quattordici tracce funziona a prescindere dal film che l’ha ispirata. Oltre all’ispirazione data da pellicole come “Il silenzio degli innocenti”, “Point Break”, “Il cielo sopra Berlino”, sembra essere una perfetta condivisione di intenti, di gusti, di visioni e prospettive, di spazio e tempo a dettare lo spartito dei due cantautori. Si parte dalla visione di un film, insomma, per parlare dei grandi temi che si vogliono davvero indagare, l’amore, la perdita, la spiritualità, l’umanità. “Cosa significa essere umani in un mondo guasto?”, è la domanda posta dalle note stampa di accompagnamento all’album. Sufjan e Angelo provano a rispondere e l’operazione riesce alla grande. Certo, il ruolo di Angelo appare quello di un raffinato comprimario. Le chitarre acustiche pizzicate, i falsetti struggenti, le melodie cristalline, tutto sembra riportare al Sufjan Stevens più classico. Reach Out, in apertura, riconcilia con l’autore che abbiamo amato in album come “Illinois” e il già citato “Carry & Lowell”. Sulla stessa lunghezza d’onda restano The Pillar Of Souls e You Give Death A Bad Name. Poi le carte vengono mescolate delicatamente. Lady Macbeth In Chains gioca sul contrasto vuoto/pieno e su armonie vocali appiccicose come chewing-gum. Back To Oz è un lo-fi pop a cui è difficile resistere. Cimmerian Shade è uno psych-folk dalla forma misteriosa e affascinante.
In “A Beginner’s Mind” si fa apprezzare la cura del dettaglio minimo, della piccolezza che salva il mondo. Tutto è riportato ad una dimensione silenziosa e introspettiva, quella che più si addice alle corde delicate di Sufjan.

 

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com