Foto del giorno

 

 

San Benedetto del Tronto, 2016-08-01 – Buon compleanno a me! Grazie a quanti mi sono stati vicini ed hanno festeggiato e brindato con me in questo giorno particolare.

 

 

 

San Benedetto del Tronto, 2016-08-01 - Buon compleanno a me!

San Benedetto del Tronto, 2016-08-01 – Buon compleanno a me!

 

San Benedetto del Tronto, 2016-08-01 - Buon compleanno a me! ph Stefano L.

San Benedetto del Tronto, 2016-08-01 – Buon compleanno a me! ph Stefano L.

 

 

 




Festa Bella 2016: il taglio del Palo da il via ai festeggiamenti

 

 

L’edizione 2016 della rievocazione storica, che ricorda la vittoria delle truppe cristiane contro gli ottomani a Lepanto nel 1571, ha preso il via ieri, domenica 31 luglio con il tradizionale taglio del Palo.

 

SPELONGA DI ARQUATA DEL TRONTO, 2016-08-01 – Il rumore tonfo di un abete che cade, il simbolo di 445 anni di storia che si ripetono per dare inzio alla festa: domenica 31 luglio, presso il bosco del Farneto, località Monti della Laga, è avvenuto il tradizionale “taglio del Palo” rappresentante l’inizio dei festeggiamenti, che si protrarranno per tutto il mese di agosto, della “Festa Bella” di Spelonga.

 

La rievocazione, che si svolge a cadenza triennale coinvolgendo attivamente tutto il suggestivo borgo montano, ricorda le gesta dei 150 spelongani che parteciparono alla battaglia di Lepanto, tornando vincitori e con il baluardo della bandiera turca strappata ai nemici durante i combattimenti, ancora custodita presso la chiesa di Sant’Agata di Spelonga.

 

L’albero di circa 35 metri, scelto con riguardo fra i più belli e maestosi del bosco, diventerà per un mese protagonista dei festeggiamenti e rappresenterà, per tutta la durata della manifestazione, l’albero maestro della nave, con la quale è stata combattuta a Lepanto, nel 1571, la battaglia più importante battaglia della storia delle crociate e della marineria a remi, nella quale si scontrarono potenze navali cattoliche e turche.

 

La bandiera Turca, simbolo della Festa

La bandiera Turca, simbolo della Festa

Venerdì 5 agosto, come tradizione vuole, un centinaio di uomini di tutte le età, lascerà il paese per recarsi al Bosco del Farneto per organizzare le manovre di trasporto: tutti i presenti, guidati dal tradizionale caposquadra Remo Pichini (detto Mutannò) si dispongono a coppie lungo i due lati del fusto. Ogni coppia fissa in profondità, sulla linea dorsale del tronco, un elemento metallico detto “crucche” inserito in un anello di ferro ove si infila una corda molto corta a sua volta legata ad un paletto di legno (“la stanghetta”) posto trasversalmente all’asse dell’albero.

 

Momenti di festa dopo il taglio

Momenti di festa dopo il taglio

L’azione contemporanea delle sole braccia di tutti gli uomini delle “coppie” poste a circa 50 cm di distanza l’una dall’altra, sulle “stanghette” farà sì che l’albero giunga trionfalmente a Spelonga domenica 7 agosto.

Nei giorni successivi, tutto il paese parteciperà con fermento alla preparazione della seconda fase della festa, perché sempre a braccia e con il solo ausilio di funi, con funzione di tiranti, e scale poste a sostegno e spinta , sabato 13 agosto, l’albero verrà issato al centro della piazza, e sopra di esso posta la storica la bandiera turca strappata durante la battaglia.

Intorno all’albero maestro sarà allestita, con legno e rami di abete, la sagoma di una galea che ricorderà per tutto il periodo della festa e fino alla prima domenica di ottobre, lo storico evento.  Per il programma completo delle manifestazioni potete consultare il sito www.spelonga.it

 

 

Festa Bella_2016

Festa Bella_2016




A Sara De Michele il Premio Letterario Massimo De Nardis

 

San Benedetto del Tronto, 2016-07-31 – “Si è deciso di premiare questo racconto per la scrittura originale, la padronanza della lingua, le numerose citazioni che, pur se molto eterogenee, sono state ben calibrate e organizzate dalla giovanissima autrice. Lo scopo di raccordare realtà e fantasia, nostalgia e presente è stato brillantemente raggiunto. Il mare poi in questo brano non è un personaggio o un luogo incombente, ma un compagno di viaggio dei personaggi e del lettore. Un compagno intenso e nello stesso tempo colorato e silenzioso”. Questa la motivazione con cui la giovanissima Sara De Michele, alunna del Liceo Classico di San Benedetto del Tronto si e’ aggiudicata la XV edizione del premio letterario Massimo De Nardis. Giuria composta da Silvia Ballestra, Ettore Picardi e Laura Cennini. Menzione Speciale per Alesssia Feliziani del Liceo Scientifico di san Benedetto del Tronto. Presenti Anna Casini, Paolo D’Erasmo, Fabio Urbinati, Pasqualino Piunti, l’intera giunta comunale di San Benedetto del Tronto, il Comandante della Capitaneria di Porto Gennaro Pappacena, il Presidente del Bim Tronto Contisciani, Anna Sebastiani e Peppe De Nardis insieme ad oltre 250 soci e familiari del Cns che hanno poi assistito ai tradizionali fuochi artificiali in chiusura dei festeggiamenti per la Festa della Madonna della Marina.

 

Premio Letterario Massimo De Nardis

Premio Letterario Massimo De Nardis




Sostegno alle imprese: 71,4 milioni di euro assegnarti nel primo anno di mandato

 

Ceriscioli: “Rendicontare come metodo di governo”.

Bora: “Pmi struttura portante economia regionale”

 

Ancona – “Risorse cha cadono nel momento più opportuno per il nostro sistema imprenditoriale: quello con i primi segnali di ripresa e la conseguente necessità di programmare gli investinti”. È quanto affermato dal presidente della Regione, Luca Ceriscioli, nel corso della conferenza stampa dedicata alla rendicontazione dei fondi disponibili per il sostegno alle imprese, al termine del primo anno di mandato. Complessivamente la Regione ha messo a disposizione 71 milioni, 421 mila e 265 euro, tra contributi, riduzione tasse, fondi statale ed europei: “Essendo una rendicontazione accurata e completa, possiamo sottolineare anche i 5 euro”, ha chiosato il presidente, che ha ribadito: “È stata una rendicontazione importante, perché fa parte del nostro modo di governare quello di raccontare le cose fatte. La politica si nutre moltissimo di annunci e poco di rendiconto”. Dei 71, 4 milioni di euro assegnati, la fetta maggiore ricade sui fondi europei, con 59,9 milioni già disponibili con i primi bandi della nuova programmazione 2014-2020. Seguono le risorse statali, per 3,5 milioni, quelle regionali (altri 3,3 milioni) e la riduzione dell’Irap alle nuove imprese (start up) per altri 4,5 milioni. “Entro un anno – ha anticipato il presidente – altri 85 milioni saranno disponibili per le imprese marchigiane con i nuovi bandi dei fondi europei in corso di pubblicazione”.

L’opportunità della rendicontazione è stata offerta dalla comunicazione alla stampa dell’avvenuta approvazione del quadro attuativo della legge regionale 20/2003 (Testo unico delle norme in materia industriale, artigiana e dei servizi alla produzione). “Approvazione che rappresenta un forte impegno a favore del sistema produttivo marchigiano e dell’artigianato in particolare”, ha sottolineato l’assessora Manuela Bora presenta all’incontro con la stampa. “Siamo riusciti, nonostante le note difficoltà di bilancio, a stanziare oltre 2 milioni di euro per favorire lo sviluppo e il rafforzamento delle imprese artigiane.

La struttura portante dell’economia marchigiana è fondata sulle piccole e medie imprese soprattutto artigiane, un tessuto variegato di conoscenze e valori che ben si adattano alle innovazioni e alle trasformazioni produttive in corso”. Tra le novità più rilevanti, ha evidenziato l’assessora, “il sostegno degli interventi tesi a stimolare, tramite la concessione di voucher, i processi di digitalizzazione delle imprese artigiane, l’introduzione di nuove tecnologie, la messa a punto di strumenti informatici per i collegamenti a internet e alla banda larga, e per favorire il collegamento tra imprese, nonché la creazione di filiere lunghe e la gestione delle vendite tramite il commercio elettronico. Si tratta di una misura innovativa, in quanto non prevista dalla L.R. 20/2003, e prevede uno stanziamento di  400 mila euro, in attesa che si approvi la legge regionale sull’industria 4.0 che farà della digitalizzazione la linea guida su cui puntare assieme all’economica circolare”. Altra nuova misura prevista è quella relativa alla nascita di nuove attività artigiane avviate da donne e giovani disoccupati, con uno stanziamento di 300 mila euro. “Capitolo importante – ha evidenziato Bora – è l’artigianato artistico, tipico e tradizionale. Maestri artigiani, botteghe scuola, paesaggi, enogastronomia e cultura sono i nostri biglietti da visita; l’obiettivo è mettere in risalto le pluralità delle eccellenze tipiche del territorio, le numerose botteghe artigiane e le splendide produzioni. Per questo abbiamo previsto incentivi per la creazione di aggregazioni tra artigiani e la realizzazione di punti vendita nei comuni ad alta affluenza turistica; luoghi in cui saranno esposti i lavori artigianali, dove gli stessi artigiani potranno dare dimostrazione diretta del proprio lavoro, magari accompagnando il turista in visita alla propria bottega. Per questa misura è stato deciso uno stanziamento di 300 mila euro. Abbiamo infine previsto contributi per l’acquisto di macchinari per la commercializzazione di prodotti tramite e-commerce e per la partecipazione a manifestazione fieristiche (stanziamento di 602 mila euro). Una somma di 600 mila euro viene, inoltre, destinata a favore dei consorzi per le attività legate all’export. Un’ultima misura stabilita, con uno stanziamento di 150 mila euro, è per il finanziamento dei settori produttivi regionali con specifico riferimento ad alcune attività lavorative come ad es. pelletteria, manifattura 4.0 e distretto del cappello”.

 

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Carboneide

 ORTEZZANO 29 – 30 LUGLIO 2016

LA POPSOPHIA DEL MONDO CLASSICO

Lectio Pop con Umberto Curi

 

DALL’ALBA AL TRAMONTO

 

     Umberto Curi potresti ascoltarlo “dall’alba al tramonto” senza stancarti nè mai annoiarti. Proprio come nelle rappresentazioni tragiche dell’Atene classica: evento insieme religioso, sociale, civile, vi assistevano dall’alba al tramonto in sedicimila (quanti ne conteneva il teatro) delle circa ventimila anime che la Atene di allora contava.

Peccato invece, per noi, doverci accontentare di un’ora sola in compagnia del filosofo, nella giornata prima della Carboneide di Ortezzano. Non siamo certo in migliaia: non c’è la sagra della porchetta né della tagliatella alla papera.

C’è solo Umberto Curi, col suo parlare amico che limpidamente estrae dalla sapienza antica la riflessione sui grandi temi dell’esistenza che trovano la loro definizione nella cultura classica: anche se la conoscenza di questa, l’interiorizzazione dei suoi valori sono per noi ancora “una specie di mèta che non abbiamo raggiunto, una sfida non compiutamente risolta”.

Che sia vero, ce lo dice tutto quanto vediamo e sentiamo intorno, non solo qui e non solo oggi: l’inutile prosa dei politici chiamati a parlare e l’abusata retorica dell’abbiamo-fortemente-voluto e il conformismo di un’esibita sensibilità culturale e il vezzo di nominare dal palco uno ad uno (!) tutti gli sponsor; ce lo dicono le sagre mangerecce le cui locandine sconciano i muri della tranquilla piazzetta insieme ai totem non rimossi di una (fu) campagna elettorale, a un passo dalla sede stessa del Comune cui forse non compete la cura del decoro urbano; ce lo dice l’assenza di giovani e giovanissimi – salvo i volontari in servizio al Festival – che contraddice il proclamato coinvolgimento delle istituzioni scolastiche.

Per un’ora proveremo a “rimuovere” tutto questo. E’ nella conoscenza dell’antico, dirà Curi, che il presente può dare compimento alla riflessione sui temi grandi del nostro vivere. Tra questi la Morte, e poi la Poesia, e la Filosofia.

Non teme la morte, il mondo classico, e perché essa non sia soltanto subita nella sua inevitabilità ma anche ambita, la cultura antica ricerca i presupposti che le diano una sorta di “qualificazione”, che la rendano kalè thanatos. Una preziosa chiave di lettura in tal senso ci si offre nella narrazione tucididea della guerra del Peloponneso. Nel suo logos epitaphios, nel discorso che celebra i caduti al termine del primo anno di guerra (429 a.C.), Pericle compie la scelta più complessa e impervia: davanti ai catafalchi degli uccisi, davanti al lutto e al dolore dei famigliari e di un’intera città, sceglie di fare appello alla superiorità non militare ma culturale e civile del mondo ateniese, a quella superiorità che è generatrice a sua volta di amore per il sapere e di amore per il bello, quest’ultimo mai disgiunto dal bene e dunque anche morale perché ciò che è kalòs è sempre anche agathos.

E ancora, del valore universale di Poesia e Filosofia ci parla il mondo antico, e lo fa  attraverso il pensiero aristotelico: la Poesia in quanto mìmesis pràxeos, attività mimetica, si innalza al di sopra della Storia e della stessa Filosofia. La poesia sa esprimere ciò che la parola filosofica non è in grado di rivelarci, ed essa attiene all’universale nel suo dirci come le cose potrebbero essere, laddove la Storia può dirci solo ciò che è stato ed attiene per questo al particolare.

Le radici di dinamiche culturali e sociali che giungono fino all’oggi, il seme di linguaggi – come, perfino, quello cinematografico – sono rintracciabili, dirà infine Curi, nella riflessione aristotelica sulla grande tragedia attica. Rito collettivo che interrompeva perfino la consueta segregazione femminile, esso chiamava alla partecipazione tutta la popolazione cittadina e lo spettatore vi apprendeva, attraverso la rappresentazione visiva, le nozioni di base del suo vivere, in un’ intima connessione tra vedere e conoscere che è poi l’aspetto fondamentale della poiesis.

Emblematico l’Edipo re sofocleo, che ha già in sé i meccanismi di una perfetta detective’s story: il mitologema, il fatto originario è già compiuto quando la tragedia ha inizio, e l’indagine di Edipo è un percorso a ritroso – in… flashback – che lo precipita nella catastrofe finale.

E’ qui condensata tutta la contraddittoria duplicità della condizione umana: Edipo è contemporaneamente salvatore (della sua Tebe, dalla pestilenza) e colpevole (uccisore del padre, il re Laio, e causa egli stesso della peste ). Il suo “egò fanò” è, insieme, un “io farò chiarezza” e, seppur inconsciamente, un “io mi rivelerò” (come avverrà alla fine).

Edipo, detective e colpevole, è prototipo della impossibilità per ciascun essere umano di essere uno solo, emblema di quella endiadi drammatica di cui ciascun essere umano è soggetto spesso inconsapevole.

Non siamo qui dall’alba, e manca ancora tanto al tramonto, ma Curi chiude ora – quasi di netto – il poco spazio che gli è “concesso”, compresso tra le prove musicali e i soliloqui istituzionali del prima e le opinabili impellenze “degustative” del dopo.  Come molte altre volte, deliziandoci nell’ascoltare Curi ci chiediamo  a che serve, se il presente è, amaramente, questo.

 

 

31 luglio 2016                                         Sara Di Giuseppe

 




Palio velico: al quartiere Sant’Antonio la terza edizione

San Benedetto del Tronto, 2016-07-30 – La terza edizione del palio velico si è svolta sabato 30 luglio in occasione dei tradizionali festeggiamenti della Festa Madonna della Marina. La gara con in lizza i 16 quartieri della città si è svolta in condizioni meteo perfette. Dopo i gironi eliminatori, la finale ha opposto il quartiere Porto d’Ascoli al quartiere Sant’Antonio. Vittoria dopo un match molto combattuto all’equipaggio del quartiere Sant’Antonio. Arrivederci alla prossima edizione. Un particolare ringraziamento al Comandante della Capitaneria di Porto Gennaro Pappacena per la disponibilità nell’organizzazione dell’evento all’interno del bacino portuale.




Premio Bizzarri, le ‘Visioni Medi(con)terranee’ proseguono con ‘Fuocoammare’ e ‘Andrea Pazienza. Fino all’estremo’

 

di Rosita Spinozzi

San Benedetto del Tronto – Le ‘Visioni Medi(con)terranee’ inerenti la 23^edizione del Premio Libero Bizzarri proseguono, nelle serate del 5 e 6 agosto alle ore 21,30 in Palazzina Azzurra, con la proiezione di due documentari che, oltre a concludere la sessione estiva della Rassegna, non mancheranno di offrire al pubblico interessanti spunti di riflessione. S’inizierà venerdì 5 agosto conFuocoammare’ diretto da Gianfranco Rosi nel 2016 e premiato nello stesso anno con l’Orso d’oro per il miglior film al Festival di Berlino. La proiezione è realizzata in collaborazione con il GUS-Gruppo Umana Solidarietà. Fedele al suo metodo di totale immersione, Rosi si è trasferito per più di un anno sull’isola di Lampedusa facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d’Europa. Un percorso necessario per raccontare i diversi destini dei lampedusani e dei migranti. Nasce così da questa full immersion ‘Fuocoammare’, il racconto di Lampedusa attraverso la storia di Samuele, un ragazzino dodicenne che va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa: approdo negli ultimi venti anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, altre partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi.

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Spazio al genio ribelle di Andrea Pazienza, sabato 6 agosto, con la proiezione a grande richiesta del documentario ‘Andrea Pazienza. Fino all’estremo’, realizzato da Condominium con la regia di Paolo Caredda e scritto a quattro mani con Alvise Renzini. Vincitore del Premio ItaliaDoc Arte istituito dal ‘Bizzarri’, l’opera di Caredda è l’ultimo lavoro realizzato nel 60° dalla nascita del grande fumettista sambenedettese, e darà modo ai presenti di effettuare un interessante viaggio incentrato sull’impatto che l’arte di Pazienza ha avuto su generazioni di lettori. Un impatto ben delineato attraverso testimonianze di amici e colleghi dell’epoca, giovani e bambini di oggi intervistati per strada o nelle scuole. L’arte di Paz è malinconica, è un atto di ribellione assoluta contro le gabbie dell’ipocrisia, del perbenismo e del conformismo. La sua opera varca ogni confine ed è in grado di tratteggiare con estrema naturalezza la nostra epoca. Un dono che lo accosta, in qualche modo, a grandi scrittori e illustratori come Balzac, Dostoevskij, Goya. Il fim di Caredda è un viaggio in macrofotografia nelle correzioni, nelle pecette, nei materiali poveri e improvvisati di uno dei lavori più alti e abissali del ventesimo secolo italiano. Sullo sfondo, gli anni della prima Repubblica, la contestazione giovanile, il fenomeno dell’eroina e le note di ‘Malamore’, una canzone di Enzo Carella, che apre e chiude il documentario.

Il Festival tornerà nel periodo autunnale, il 27 e 28 ottobre al Teatro Concordia, con la premiazione dei concorsi PiowebClipContest, DocCinemAutismo, MediaEducazione.




Il decennale di “Maremoto Festival” con “Sud Sound System” e “Lacuna Coil “

A San Benedetto del Tronto arrivano tre giorni di musica ad ingresso libero

 

San Benedetto del Tronto – Il Maremoto Festival compie dieci anni e festeggia con tre giorni di musica e ospiti speciali come i Lacuna Coil e i Sud Sound System. Dal 4 al 6 agosto, nell’area ex galoppatoio di San Benedetto del Tronto, tornerà la manifestazione musicale, ad ingresso libero, organizzata dalla Cooperativa O.per.O. con il contributo del Comune di San Benedetto del Tronto.

Si partirà giovedì 4 agosto con il consueto appuntamento dedicato alle rock band emergenti di Marche e Abruzzo. Il Maremoto Implacabile, realizzato in collaborazione con l’associazione “Implacabile Giacomo Antonini”, vedrà alternarsi sul palco sette talentuose band: “La Sonda” di Fermo, “Dianime” di Pescara, “Soundsick” di Fabriano, “Butterfly Noir” di Ascoli Piceno, “Cassiopea” di Acquaviva Picena, “V Season Nightmare” di Ascoli e “YDY” di San Benedetto. A seguire ci sarà il dj set in vinile di Alessandro Biocca.

Venerdì 5agosto sul palco del Maremoto saliranno i “Lacuna Coil”, band prog-metal guidata dalla cantante Cristina Scabbia, uno dei gruppi italiani più conosciuti nel mondo. Suoneranno a San Benedetto nella loro unica data per il centro – Italia del “Delirium World Tour” che sta portando in giro per il mondo la presentazione dell’omonimo ultimo album uscito a maggio. A riscaldare l’ambiente penseranno i gruppi “Mellowtoy” di Milano, “Insil3nzio” di Fermo e “JustInSane” band sambendettese che ha vinto il contest organizzato a maggio dal Centro Giovani “Giacomo Antonini”.

La grande festa di chiusura di sabato 6 agosto sarà affidata agli ambasciatori della musica reggae italiana: i “Sud Sound System” accompagnati dalla “Bag a Riddim Band”. I tre cantanti pugliesi Don Rico, Nando Popu e Terron Fabio vengono da un viaggio artistico in Jamaica, l’isola della musica in levare, e stanno portando sui palchi italiani il tour “Sta Tornu” che celebra 25 anni di attività artistica. Oltre a loro si esibirà l’artista dell’hip hop locale Claver Gold che sta riscuotendonotevole successo nell’ambiente rap italiano e di recente ha collaborato con Fabri Fibra. In chiusura il dj set del romano Macro Marco, uno dei disc jockey e produttori italiani più stimati nel proprio paese e all’estero, presente nella prima edizione del Maremoto nel 2007.

Come consueto il Maremoto Festival darà ampio spazio anche alle arti visive. Giovedì 4 e sabato 6 agosto ci sarà una proiezione-omaggio ad Andrea Pazienza, il geniale fumettista nato a San Benedetto del Tronto e morto prematuramente che quest’anno avrebbe compiuto 60 anni. Sarà, infatti, proiettato il medio – metraggio “Giallo Artistico (il ritorno di Zanardi)” del regista Andrea Malandra. Mentre venerdì 5 agosto sarà possibile assistere a “CortOfficine”, cortometraggi prodotti da Officine Mattòli insieme al Centro Giovani di San Benedetto. Le proiezioni avranno inizio alle ore 21.

Durante i tre giorni di festival si potranno ammirare le illustrazioni realizzate da disegnatori, street artists e fumettisti nei dieci anni del Maremoto: dai manifesti di ciascuna edizione ad alcuni disegni inediti. Ogni sera, dalle ore 20, si potrà cenare negli stand gastronomici e visitare i mercatini di prodotti artigianali e merchandising.

Anche la 10^ edizione del Maremoto Festival sarà uno tsunami di musica, djset, proiezioni, mostre, da sempre, ad ingresso gratuito




Il tricolore trionfa agli europei di deltaplano

 

 

Krushevo – Finisce in un trionfo azzurro la spedizione italiana al 19° campionato europeo di volo libero in deltaplano, teatro il cielo sopra Krushevo e le montagne della Macedonia.

La nazionale azzurra, già campione del mondo in Messico nel 2015, ottavo titolo mondiale nella sua storia, si laurea oggi per la quarta volta campione d’Europa, seguita da Ungheria e Repubblica Ceca.

Il campione del mondo in carica Christian Ciech, pilota trentino trapiantato nel varesotto, diviene anche campione d’Europa. Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) vince la medaglia d’argento, terzo lo svizzero Peter Neuenschwander.

Il resto del team azzurro era composto da Suan Selenati, Filippo Oppici, Davide Guiducci, Tullio Gervasoni e dal CT Flavio Tebaldi e si è imposto in ben sette manches sulle otto disputate, 88 km la più breve ed oltre 145 la più lunga. Tra le due e le quattro ore il tempo impiegato a percorrerle da questi mezzi senza motore che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Hanno volato 88 piloti in rappresentanza di 22 nazioni.

Il deltaplano Laminar, prodotto dalla Icaro 2000 di Laveno Mombello (Varese), è stata la miglior ala del campionato.

Contemporaneamente si è volato per il 7° campionato del mondo per deltaplani detti ad ala rigida, diversamente dai primi definiti ad ala flessibile. Iscritti 31 piloti in rappresentanza di otto nazioni. Nove le task disputate con tracciati tra gli 85 ed i 193 km.

Questa la classifica finale per nazioni: Austria, Germania, Giappone. Il team italiano composto dai piemontesi Luca Comino e Franco Laverdino si classifica al nono posto. Nell’individuale il tedesco Tim Grabowski è il nuovo campione del mondo, seguito dagli austriaci Christopher Friedl e Wolfgang Kothgasser.

 

Dal 8 al 20 agosto nel medesimo sito di volo in Macedonia la nazionale di parapendio, l’altro mezzo che con il deltaplano condivide la disciplina del volo libero, darà il cambio ai piloti di questo per i suoi campionati europei, edizione n. 14. Massimo numero di piloti ammessi 150. Si prevede la presenza di una trentina di nazioni.

L’Aero Club Lega Piloti annuncia la formazione: i neo campioni italiani Silvia Buzzi Ferraris (Milano) e Nicola Donini di Molveno (Trento), Christian Biasi di Rovereto (Trento), Marco Busetta di Catania, Piergiorgio Camiciottoli di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Marco Littamè di Torino, Joachim Oberhauser di Perlano (Bolzano) ed Alberto Biagio Vitale di Bologna. Riserva l’emiliano Michele Boschi. Soprassiede il CT Alberto Castagna di Cologno Monzese (Milano).




Fondi europei per il lavoro e l’occupazione nelle Marche e nel Piceno

 

Anteprima del GIOVEDI’ SMART del 15 settembre 2016

 

San Benedetto del Tronto,  01 agosto 2016 – In attesa del GIOVEDÌ SMART del 15 settembre anticipiamo ai nostri lettori ed amici di Smarteam una interessante notizia:  la Regione Marche ha pubblicato il bando per 1.000 borse di lavoro per soggetti over 30, con un budget di 4,231 milioni di euro a valere sul POR Marche Fondo Sociale Europeo 2014/2020.

Per partecipare al bando i soggetti richiedenti debbono essere in possesso dei seguenti requisiti:

–       aver compiuto il 30° anno di età (fino a massimo 64 anni),

–       essere disoccupato come da certificazione rilasciata dal Centro per l’Impiego,

–       essere residente nella Regione Marche,

–       avere una situazione economica disagiata perché percettori di un basso reddito (certificato da Isee inferiore ai 18.000 euro),

–       non aver usufruito di n. 2 borse lavoro finanziate con risorse della programmazione FSE 2007/2013.

Per l’assegnazione di tali borse si prescinde dal possesso di un titolo di studio.

Ogni borsa ha una durata massima di 6 mesi, durante la quale è prevista l’erogazione di un’indennità forfettaria di partecipazione di euro 650,00 mensili lordi.

Possono essere soggetti ospitanti i datori di lavoro privati, inclusi gli studi professionali, e le associazioni non profit.

Le mille borse di lavoro sono così suddivise tra le 5 provincie:

–       147 per la provincia di Ascoli Piceno

–       98 per la provincia di Fermo

–       188 per la provincia di Macerata

–       302 per la provincia di Ancona

–       265 per la provincia di Pesaro-Urbino

La Regione Marche si riserva la possibilità di incrementare con ulteriori risorse finanziarie il bando  procedendo allo scorrimento delle graduatorie, per l’assegnazione di ulteriori borse lavoro.

Per ogni provincia sarà stilata una graduatoria in base alla qualità del progetto, al genere ed al periodo di disoccupazione (favoriti coloro che hanno una disoccupazione di oltre 24 mesi).

Le domande vanno presentate entro il 30 settembre 2016.

Giovedì 15 settembre 2015 Smarteam organizza a Porto d’Ascoli, in Via Pasubio  n. 77, un GIOVEDI’ SMART, incontro informativo gratuito  per spiegare agli interessati come accedere a questa e ad altre opportunità per le imprese e per i lavoratori disoccupati: “JOBS ACT. AGEVOLAZIONI E STRUMENTI PER CERCARE IL LAVORO E SOSTENERE L’OCCUPAZIONE”.

Maggiori info sul GIOVEDÌ SMART ed altre iniziative Smarteam: http://www.smarteam.net/2016/07/22/jobs-act-agevolazioni-e-strumenti-per-cercare-il-lavoro-e-sostenere-loccupazione/

Prenotate subito la vostra partecipazione inviando una e-mail a formazione@smarteam.net (Dott.ssa Martella Vincenzina Beatrice, Tel. 339/5852890).