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Articoli scritti da David Cresta

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Film da (ri)vedere in quarantena: “Tonya”

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“Tonya” (USA, 2017)

La vita della pattinatrice statunitense Tonya Harding in un riuscito biopic firmato dall’australiano Graig Gillespie che ha ottenuto tre candidature all’Oscar e una statuetta per la migliore attrice non protagonista all’eccezionale Allison Janney.



Scott Matthew “Adorned”

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“Adorned” (Glitterhouse/Goodfellas, 2020)

L’artista australiano rilegge in chiave electro-pop i classici del suo repertorio



Film da (ri)vedere in quarantena: “Paterson”

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“Paterson” (USA, 2016)

Per chi ama il minimalismo estetico di Jim Jarmusch, la sua poetica delle piccole cose, i tempi rallentati, la camminata dinoccolata dei protagonisti, Paterson è una sorta di ideale summa del suo cinema. Adam Driver interpreta un giovane autista di autobus che vive e lavora nella cittadina di Paterson, New Jersey, la stessa del poeta William Carlos Williams. […]



Film da (ri)vedere in quarantena: “No – I giorni dell’arcobaleno”

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“No – I giorni dell’arcobaleno” (Cile, Francia, USA, 2012)

Come battere Pinochet con le armi dell’ironia, dell’allegria, della creatività. “No – I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larrain, tratto dall’opera teatrale “El Plebiscito” di Antonio Skarmeta, racconta quello che successe in Cile nel 1988, quando il dittatore Pinochet, spinto da forti pressioni internazionali, chiamò il popolo ad esprimersi con un referendum sulla possibilità per la […]



Film da (ri)vedere in quarantena: “Alta fedeltà”

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Un viaggio sentimental-musicale che Stephen Frears dirige dosando romanticismo, battute indimenticabili e canzoni strepitose. Tratto dall’omonimo bestseller di Nick Hornby.



M. Ward “Migration Stories”

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“Migration Stories” (Anti-, 2020)

Il cantautore di Portland utilizza racconti di migranti per i propri testi, presi dai giornali, raccolti per strada o appartenenti alla propria storia familiare, e riesce a commuovere con melodie lennoniane e con riluttanti e polverose poesie regalate al vento



“Sorry We Missed You” di Ken Loach

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SORRY WE MISSED YOU (Gran Bretagna, Francia, Belgio, 2019)

L’ultimo film di Ken Loach è spietato, crudo e vero, talmente vero che non lascia spazio ad un minimo di speranza. L’ottantatreenne regista britannico è sempre stato dalla parte degli ultimi e con “Sorry We Missed You” (il titolo riprende la frase presente sul foglietto lasciato dal corriere quando non trova in casa il destinatario) […]



Michael Kiwanuka “Kiwanuka”

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“Kiwanuka” (Polydor / Interscope, 2019)

Un poco alla volta, canzone dopo canzone, Michael sembra scrollarsi di dosso l’innata insicurezza e i tanti dubbi sul proprio posto nel mondo. Ne esce fuori quello che The Guardian ha definito “uno dei migliori album del decennio”: forse in Inghilterra esagerano. O forse no.



Jeff Tweedy “Let’s Go (So We Can Get Back)”

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“Let’s Go (So We Can Get Back)” (Sur, 2019 – 322 pagine; 19,00 euro)

L’unico problema dell’autobiografia di Jeff Tweedy è che si legge fin troppo velocemente e, una volta finita, se ne vorrebbe ancora e ancora. Alternando struggente intimità e invidiabile leggerezza, il cantante, chitarrista, fondatore, autore e leader dei Wilco regala ai fan – ma non solo a loro, il libro è consigliato a chiunque abbia voglia […]



Andrew Bird “My Finest Work Yet”

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“My Finest Work Yet” è un inno in dieci tracce all’apertura, alla comunicazione, al confronto. Un inno stramaledettamente rotondo dal punto di vista sonoro, dolce, deciso, a tratti perfetto



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