dall’Amat

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TOURNÉE MARCHIGIANA PER CALENDAR GIRL CON ANGELA FINOCCHIARO E LAURA CURINO,

DAL 2 FEBBRAIO A URBINO, MACERATA E OSIMO

 

 

Tournée marchigiana per Calendar Girls, adattamento teatrale dell’omonimo film cult di Juliette Towhide e Tim Firth con protagonista un gruppo di donne tra i 50 e i 60 anni capitanate dalla leader Chris interpretata da un’inedita Angela Finocchiaro affiancata da Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi, Marco Brinzi e Noemi Parroni dirette dalla regia di Cristina Pezzoli.

 

Lo spettacolo giunge negli splendidi teatri della nostra regione nell’ambito delle stagioni promosse dai Comuni con l’AMAT: al Sanzio di Urbino giovedì 2 febbraio (ore 21 – 0722 2281), il 3 e 4 febbraio al Lauro Rossi di Macerata (ore 21 – 0733 230735) e quindi al Teatro La Nuova Fenice di Osimo il 5 febbraio (ore 21.15 – 071 7231797).

 

Calendar girls è una commedia di culto basata su un fatto realmente accaduto alla fine degli anni ‘90 in Inghilterra – scrive Cristina Pezzoli nelle note di regia – con protagonista un gruppo di donne di mezza età di un’associazione femminile legata alla chiesa che realizza un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza. L’iniziativa fece scalpore: le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione, la location dello shooting fotografico è la sala parrocchiale accanto alla chiesa, sede dell’associazione. Il calendario raccoglie oltre un milione di sterline e una straordinaria notorietà, così come la commedia scritta da Tim Firth partendo dai fatti accaduti, che è diventata successivamente un celebre film ed è stata rappresentata nei teatri di tutta Europa, sempre con straordinario successo. Questo è il primo allestimento di Calendar girls in Italia. La traduzione e l’adattamento del testo originale sono stati affidati a Stefania Bertola, autrice che grazie alla sua ironia e acutezza ha portato a termine brillantemente un lavoro non semplice: superare le difficoltà che pone il passaggio dalla drammaturgia inglese alla versione italiana. Questione di tempi e codici comici che non sempre coincidono. Lavoro ancor più indispensabile considerata l’eccellenza del cast che dà vita allo spettacolo, a partire da un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce a una provocatoria femmina di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità. Donne che allegramente e serenamente, anche se con il contributo di qualche giro di vodka, si spogliano per una buona causa, sì, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere”.

 

Lo spettacolo è prodotto da Agidi ed Enfi Teatro. Le scene sono di Rinaldo Rinaldi, i costumi di Nanà Cecchi, le musiche originali di Riccardo Tesei e il disegno luci di Massimo Consoli.

 

Informazioni AMAT 071 2072439, www.amatmarche.net.

 

CIVITANOVA MARCHE, TEATRO CECCHETTI GIOVEDÌ 2 FEBBRAIO

CORPUS PASOLINI DI GIORGIO FELICETTI

 

 

Giovedì 2 febbraio al Teatro Cecchetti Corpus Pasolini. Il corpo di un poeta civile, un racconto per voce, corpo, proiezioni e violoncello di e con Giorgio Felicetti, inaugura la sezione “Marche di scena” della stagione dei Teatri di Civitanova promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, realizzata con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e con il sostegno di Il Cuore Adriatico Centro Commerciale (main sponsor) e Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro (sponsor).

 

“È per molti, uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Per altri un trauma da evitare. Certo un artista totale – scrive Giorgio Felicetti nelle note allo spettacolo -, curioso, eclettico, intellettuale contro, dall’impressionante lucidità, al limite della veggenza, che della diversità e dell’emarginazione ha fatto la sua poetica. Maestro di tanti, genio nel cinema, nella poesia, nella narrativa, nella saggistica, nella critica. Una ricerca sull’intera opera di Pasolini vuole dire usare bisturi tagliente, sul suo corpo. Pier Paolo Pasolini mette sempre in primo piano, nei suoi film, nei suoi romanzi, nella sua poesia, il corpo: del poeta martirizzato, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi di borgata, del paese. Nello spettacolo cerco di interpretare pezzi di questi corpi. La morte violenta di Pasolini è trauma presente, è ferita inferta a una società intera. Corpus Pasolini prende il via dall’ultima notte “di vita” dello scrittore. In un percorso a ritroso, si dipana il racconto della vita del poeta, come in una confessione, o un’impossibile e provocatoria intervista, attraverso le sue opere e i suoi scritti, dalle poesie “in forma di rosa” ai romanzi come Una vita violenta, fino al grande cinema Accattone, Mamma Roma, Uccellacci e Uccellini, Teorema, Salò, Il Vangelo secondo Matteo. Ma soprattutto è lo spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che si andava tragicamente prefigurando, negli Scritti Corsari e nelle Lettere Luterane che viene fuori tutta la forza, la preveggenza e l’attualità di Pasolini. E c’è intatta tutta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita. […] E c’è il suo testamento, toccante, immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi. […] Manca certo oggi, una voce come la sua, così intimamente nostra. […] Corpus Pasolini mette assieme i racconti di questa voce, una voce viva più che mai, e tende “una corda, anzi un cordone ombelicale” tra gli spettatori di oggi ed un poeta civile come Pasolini, che del cambiamento della società italiana e della “meglio gioventù” è stato il più appassionato e lucido e analista. Le musiche più care al poeta sono eseguite dal vivo: Bach, Mozart, Vivaldi, la musica dei film di Pasolini, con effetti sonori, come un sogno dentro un sogno, fatto di immagini, narrazioni, preziose parole e videoproiezioni poetiche”.

 

Lo spettacolo è prodotto da EstEuropaOvest. In scena accanto a Giorgio Felicetti ci sono Federico Bracalente al violoncello e Roberto Butani (apparizioni). Le videoproiezioni sono di Giorgia Basili.

Informazioni e biglietti: Teatro Rossini 0733 812936, Teatro Cecchetti 0733 817550.

Inizio spettacolo ore 21.15.

 

VENERDÌ 3 FEBBRAIO AL TEATRO BRAMANTE DI URBANIA

MISERIA E NOBILTA’

A TEATRI D’AUTORE RIVIVE LA CELEBRE COMMEDIA DI EDUARDO SCARPETTA

 

 

Il bel Teatro Bramante di Urbania inaugura venerdì 3 febbraio la sua Stagione di Prosa 2016-17 con un grande classico della commedia italiana: Miseria&nobiltà dal testo di Eduardo Scarpetta, per la regia di Michele Sinisi. Già finalista al premio Hystrio Twister 2016 – mentre per la regia Michele Sinisi ha ricevuto il premio ANCT (premio della critica 2016) – lo spettacolo, prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale e scritto da Michele Sinisi con Francesco M. Asselta, vede in scena un bel manipolo bravissimi, giovani attori: Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Gianluca Delle Fontane, Giulia Eugeni, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi e, ultima, ma non ultima un nuovo talento tutto pesarese: Francesca Gabucci.

 

Dopo Urbania lo spettacolo sarà ancora in scena nelle Marche al Teatro Alaleona di Montegiorgio il 4 febbraio (ore 21 – info 0734.961441).

 

Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco scritto da Eduardo Scarpetta sul finire dell’800. Ma in realtà nel tempo e nel suo stratificato percorso storico, con le facce e le maschere dei grandi interpreti del passato, è diventato molto di più, fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale.

La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia.

Questo testo rappresenta la festa del teatro, quanto di più “felice” un pubblico possa incontrare.

Dalle platee Miseria e Nobiltà è poi migrato nel cinema, grazie al film di Mattoli, e nella tv creando veri e propri simboli e immagini vivide nelle memoria collettiva.

Totò (lo Sciosciammocca più celebre) è divenuto una sorta di tatuaggio, materia di imitazione in gruppi di persone davanti al bar nella vita di tutti giorni.

Miseria e Nobiltà è un Mito, è un collante sociale la cui storia oggi è evocata da alcuni passaggi che tutti in Italia ricordano e sarebbero in grado di citare. “Vingenz m’è padre a me”, “lettera a lu compare nepote”, il momento degli spaghetti, Totò che fa il principe in casa di Semmolone, sono le battute di un ritornello che la platea teatrale ripeterebbe all’unisono con la scena, come succede ad un concerto di musica pop.

Lo spettacolo Miseria & Nobiltà di Michele Sinisi ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena.

Interessante l’operazione drammaturgica nella quale la parlata napoletana, lascia il posto all’utilizzo di dialetti vari all’interno di una cornice scenografica volutamente scarna nella prima parte della commedia e più barocca nella seconda, nella quale, tuttavia, l’apparente sfarzo rivela una realtà ben diversa.

Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.”  Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

 

E alle ore 18.30 nella Sala Volponi di Urbania il progetto di formazione teatrale SCUOLA DI PLATEA propone l’incontro, aperto a tutti, con gli Attori della Compagnia.

 

Lo spettacolo fa parte del cartellone di Teatri d’Autore 2016-‘17. Stagione di Prosa nei Teatri Storici della provincia di Pesaro e Urbino, a cura di Regione Marche, Comuni di Gradara, Macerata Feltria, Mondavio, San Costanzo, San Lorenzo in Campo, Urbania, Amat e Mibact e con il patrocinio di Provincia di Pesaro e Urbino.

È possibile raggiungere Urbania (ed assistere all’incontro delle 18.30 e allo spettacolo delle 21.15) prenotando un posto in bus (gratuito) al n. 0721 3592515 o 366 6305500.

Partenza da Pesaro, Parcheggio San Decenzio, ore 17.00, da Urbino, Parcheggio Mercatale, ore 18.00. Ritorno da Urbania al termine dello spettacolo.

Informazioni: Rete Teatrale della provincia di Pesaro e Urbino 0721 3592515, cell. 366 6305500.

 

 

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