Consiglio Comunale sulla Sanità: solita passerella e nessuna risposta positiva

Consiglio Comunale sulla Sanità: solita passerella e nessuna risposta positiva

 

San Benedetto del Tronto – Non abbiamo mai pensato che le Direzioni, di Zona prima e di Area vasta poi, avessero la sufficiente forza per influenzare e tutelare il nostro territorio, visto l’assetto centralistico che la Regine Marche si è data con un’Azienda Sanitaria Unica Regionale e con le Aziende ospedaliere.

Pertanto, dare la colpa di tutti i mali ai Direttori di Area vasta che si sono succeduti, è soltanto un pretesto della politica (e della direzione ASUR), per nascondersi e non assumersi le sue responsabilità.

La parola magica Area Vasta non può risolvere i problemi sanitari, e soprattutto quelli del Sud della regione, da sempre fanalino di coda delle risorse e dei servizi e costretta a subire disparità di trattamento tra nord e sud delle Marche.

Alle disuguaglianze esistenti, e non più tollerabili, tra nord e sud delle Marche, con l’avvio dell’Area vasta si è determinato anche una disparità tra ovest ed est, ossia tra Ascoli e San Benedetto.

Alla filosofia della riduzione del settore ospedaliero (il cittadino in ospedale deve rimanere il meno possibile!!!) non ha corrisposto lo sviluppo dei servizi territoriali: di filtro al ricovero (diagnosi, preparazione del cittadino all’intervento, ecc.) e di assistenza domiciliare nel post ricovero.

Infatti, la medicina di base (medico di famiglia) è assolutamente inadeguata ad orientare e filtrare i cittadini, mentre delle famose Case della salute non c’è traccia; la presa in carico da parte del Servizio pubblico è assente e i cittadini sono costretti al “fai da te”, scontrandosi con le inaccettabili liste di attesa.

A livello locale la riorganizzazione è stata portata avanti senza tenere conto della epidemiologia, delle vocazioni e delle esperienze dei territori (non si spiegherebbe altrimenti l’ampliamento della Psichiatria e la cancellazione dell’Ortopedia in un ospedale vocato all’emergenza).

Al Madonna del Soccorso è stata prevista la riduzione di decine di posti letto, portandoli a soli 223, e con questa prima operazione un ospedale di frontiera, come quello di San Benedetto, è andato già in difficoltà; difficoltà che diventa emergenza con il venir meno di ulteriori 57 posti letto (per mancato rinnovo dei contratti a tutti i precari) che ha determinato la chiusura di Otorino e Oculistica, la riduzione di Ortopedia, Pediatria e Geriatria – lungodegenza e l’accorpamento di Medicina d’urgenza e Cardiologia. Nel frattempo il Mazzoni di Ascoli si limita a perdere solo 12 PL di Psichiatria.

Nonostante queste enormi difficoltà la struttura continua ad operare a ritmo intenso erogando servizi oltre ai cittadini residenti anche a buona parte del nord dell’Abruzzo generando una mobilità attiva (pazienti che vengono da fuori area vasta) non solo dal vicino Abruzzo, che compensa la voragine di mobilità passiva del pesarese verso l’Emilia Romagna.

I cittadini sono consapevoli del costante depauperamento della struttura ospedaliera, e il Presidente Ceriscioli che dice che tutto va bene, è intollerabile.

 

Associazione Rinnovamento & Progresso

 

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San Benedetto del Tronto, 2017-04-07 – Il Consiglio è stato convocato dal presidente Bruno Gabrielli per oggi pomeriggio alle ore 17 in seduta aperta (con facoltà di partecipazione ed intervento estesa a tutti i cittadini) sul tema: “Attuale situazione dell’Ospedale Madonna del Soccorso e il diritto alla salute dei cittadini di San Benedetto del Tronto e del comprensorio di riferimento”.

 

In una sala consigliare gremita, presenti anche i vertici regionali e locali della sanità, hanno preso la parola nell’ordine:

Piunti, Sindaco di San Benedetto – Chiarini, Presidente commissione sanità – Di Maro, Cittadino – Mandrelli, Consigliere com. – Bartolomei, Cgil – Perazzoli, Consigliere com. – Micozzi, Cittadino – Pellei, Consigliere com. – Capriotti, Consigliere com. – D’Annibali, Sindaco di Cupra – Core, ex op. 118 – Grazioli, Cisl – Celani, Consigliere reg. – Urbinati, Consigliere reg. – Giorgini, Consigliere reg. – Capocasa, Direttore Asur Av5 – Ceriscioli, Gov. –  Regione Marche ed Assessore Sanità – Ripani, ex Sindaco ed ex Primario Ospedale Madonna del Soccorso – De Vecchis, Consigliere com. – Curzi, Consigliere com.

 

Scegliamo di riportare solo la fotocronaca perché questo Consiglio comunale aperto sui problemi della sanità è stato simile a quelli precedenti che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, se pur con qualche concretezza di cui si notano i primi effetti. Dunque una soddisfazione a metà, come ha detto il Sindaco Piunti nelle conclusioni con la promessa di continuare i lavori nella conferenza dei Sindaci con dati di fatto per far sentire il fiato sul collo ai vertici regionali e locali della sanità.

Sanità del Piceno: troppo tempo perso

Forze civiche per ricostruire la sanità – Falso buonismo dalla politica e dagli amministratori

 

 

San Benedetto del Tronto, 2017-04-07 – La gestione politica sanitaria sul piceno, ha prodotto principalmente tanta perdita di tempo che sarebbe risultata preziosa in termini di programmazione:  20 anni buttati, ma quando parlavamo noi eravamo bastian contrari.
Una vergogna politica dove i colori hanno solo contribuito alle pastoie partitocratiche. Oggi si accorgono che le Asur non funzionano e si inventano le reti cliniche, senza obiettivi di qualità. Una mescolanza per mettere pezze.

La politica regionale, con il colpevole silenzio dei rappresentanti eletti in questo territorio, hanno omesso per anni, confutando una attenta ed oggettiva “analisi della domanda territoriale”.
La voluta riduzione degli investimenti hanno prodotto una mancata individuazione delle eccellenze. Solo così hanno potuto sostenere tagli indiscriminati.
Il fallimento della integrazione delle due aree ( ex zona 12 e 13) ha dato il colpo finale e chi dei direttori generali ci ha provato seriamente è stato duramente attaccato dagli stessi politici che ci hanno portato a questa condizione.
Ora staremo a vedere se le istituzioni politiche elette avranno il coraggio, dopo il tempo perso, di portate avanti “il peso dei bisogni territoriali per ricostruire la sanità”.
Le forze civiche faranno la loro parte, come sempre hanno fatto, scevre da qualsiasi interesse particolare , se non quello che riguarda la salute dei cittadini.
Documento a firma congiunta 
Orgoglio Civico 
63074
Cittadinanzattiva di San Benedetto 

 

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ecc.

 

 

 

 

 

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