Celebrato il giorno del ricordo

Celebrato il giorno del ricordo

In sala consiliare, dinanzi ad autorità e studenti, la testimonianza della profuga Fiorenza Angelucci

E’ stato celebrato in sala consiliare il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano – dalmata.

Dopo il saluto del Sindaco dinanzi alle autorità civili e militari e di una folta rappresentanza del Liceo Classico “Leopardi”, del Liceo Sociopedagogico “Battistine” e di una classe terza dell’Istituto paritario “San Giovanni Battista”, l’Amministrazione ha proposto la visione di un abstract del film “La memoria tradita” del regista Luca Gianfrancesco grazie alla collaborazione con la Fondazione Libero Bizzarri.

Subito dopo c’è stata la toccante testimonianza della signora Fiorenza Angelucci, che ha narrato la drammatica esperienza di profuga dalle terre del confine italiano nord orientale sua personale e della sua famiglia dell’immediato dopoguerra.

Diverse domande dei ragazzi, interessati a conoscere meglio le vicende umane di quella storia, hanno concluso la cerimonia.

10 febbraio 2020

Come per la giornata della memoria, che ha una valenza universale, anche per il giorno dei ricordo, che ha un significato specifico per noi italiani, e’ importante promuovere, da parte delle istituzioni, momenti che non siano puramente celebrativi, con il conseguente rischio di cadere nella retorica, ma che rappresentino occasione per approfondire la conoscenza di quanto accaduto, migliorare la conoscenza delle ragioni che portarono a quelle tragedie affinché si possa favorire la diffusione, soprattutto nelle nuove generazioni, di un anticorpo che salvaguardi dal rischio che queste cose si ripetano.

 

Le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi sono ancora vive nella carne e nella memoria di tante persone, e un esempio lo abbiamo qui oggi grazie alle testimonianze che ci apprestiamo da ascoltare.

Oggi vogliamo ricordare le sofferenze di chi si è trovato a lasciare tutto in nome di una identità etnica che, come sappiamo, è un folle mito alla base di tante tragedie, anche dell’epoca contemporanea.

Il presidente Mattarella, nel suo messaggio su questa giornata, ha definito quella vicenda “una sciagura nazionale”: e come poterla chiamare diversamente, guardando gli occhi di quelle persone, sentendo le loro storie, guardando i documentari dell’epoca che riprendono le scene di quei cadaveri estratti dalle foibe?

Oggi quelle zone che furono teatro di queste tragedie sono luoghi dove meglio si sviluppa l’integrazione in ambito europeo, dove italiani, sloveni, croati condividono terre e vita quotidiana: in questo l’Europa, tanto bistrattata oggi per motivi legati all’economia che possono anche essere comprensibili, ha giocato un ruolo determinante, e se viviam o il più lungo periodo di pace della storia lo dobbiamo anche alla scelta di mettere in comune tanti aspetti della vita dei popoli europei.

Dobbiamo conservare questo patrimonio, lavorare per migliorarlo sicuramente, ma evitare di picconarlo: fuori dall’Europa unita ci sono gli egoismi, la pausa, il rifiuto dell’altro, tutte quelle condizioni che portarono alle tragedie come quella di cui parliamo oggi.

 

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