A proposito di Sanità in Av 5: il “Laberinto” di Urbinati

A proposito di Sanità in Av 5: il “Laberinto” di Urbinati

San Benedetto del Tronto, 2020-08-12 – Riceviamo e pubblichiamo

 

“Martedì 11 agosto, in via Labirinto, l’uscente consigliere regionale Urbinati ha parlato dei risultati ottenuti nel corso dei suoi 5 anni trascorsi in Regione. Egli però si è perso in un “Laberinto” di fantasie e di sogni, invece di parlare della realtà: esaminiamo le sue parole.

«Il mio operato ha reso superfluo il ricorso intentato dal comune di San Benedetto contro la Regione. Durante l’approvazione del nuovo piano socio sanitario ho proposto un emendamento, poi approvato come ordine del giorno, che obbliga la Regione a redigere un piano costi benefici prima di decidere per la realizzazione di un qualsiasi ospedale». Il nostro sognatore dimentica che un piano costi benefici fasullo si può redigere in pochi giorni. E che sarebbe fasullo è provato dall’assoluta assenza di un qualsiasi progetto, abbozzo di progetto, brandello di progetto, a due anni dall’approvazione della sede di Pagliare da parte della Conferenza dei Sindaci, che stabilí la sede senza sapere nulla del nuovo ospedale. Tranne che sarebbe stato fantasmagorico, fantascientifico, tecnologico (come affermato dalla Casini due giorni fa). Ricordiamo a tutti che a Macerata Ceriscioli presentò prima ai Sindaci il progetto dell’ospedale nuovo, con i reparti, le dotazioni e le strutture, e solo dopo diversi mesi si discusse della sede.

«Al presidente Ceriscioli ho rimproverato la pubblicazione, avvenuta il 30 dicembre, di quella delibera che individuava Pagliare come sito per il nuovo ospedale». Possiamo immaginare Ceriscioli sconvolto dal rimprovero di Urbinati al punto da dover ricorrere ad uno psicoterapeuta per risolvere la sua profonda depressione. Dimentica però il consigliere della Rivera che il 14 dicembre 2019 il consigliere Giorgini affermò, durante il convegno sul nuovo ospedale tenutosi nella sala Tebaldini del Comune e promosso dai Comitati di quartiere, che Ceriscioli gli aveva detto: «Sono venuti da me Agostini e Urbinati dicendomi che il nuovo ospedale doveva essere fatto a Pagliare». E ricordiamo che questa aaffermazione, ripetuta dal Presidente anche personalmente a noi, non è mai stata smentita. Immaginiamo pertanto le risate che si sarà fatto Ceriscioli dopo il fiero rimprovero di chi gli aveva ‘chiesto’ di farlo a Pagliare.

«In Regione ho scongiurato la chiusura del punto nascite collaborando a stretto contatto con l’allora direttrice di Area Vasta, Giuletta Capocasa. Riuscimmo a portare due incubatrici al Madonna del Soccorso». Rifacciamo una breve storia della distruzione della nostra pediatria. Nel primo decennio del 2000 c’erano 12 posti letto più 4 incubatrici, più altre quattro cullette utilizzabili: infatti a volte si avevano fino a venti bambini ricoverati. Lentamente si iniziò uno smantellamento di posti e di spazi fisici, sino ad arrivare al 2012, quando, con i tagli di Monti, l’allora direttore generale Stroppa e il direttore sanitario Appignanesi, oggi direttore sanitario dell’Asur regionale, decisero di togliere tutte le incubatrici (ma senza toccare quelle di Ascoli!) e di ridurre ancora i posti letto, che arrivarono a sei reali (senza mai toccare quelli di Ascoli) nel silenzio del responsabile del reparto che non ci risulta abbia mai pubblicamente protestato. Riportiamo le parole del sindaco Gaspari, pronunciate il 6 giugno 2012: «Siamo preoccupati per il livello dei servizi e della qualità dell’area vasta 5. Non c’è contrapposizione con Ascoli, bensì vogliamo che le due strutture siano integrate, ma sulla base di un progetto. Il tentativo di qualcuno è stato al contrario quello di ricreare un derby». Sappiamo benissimo chi sia questo qualcuno del PD, la parte peggiore del PD che ha creato l’attuale disastro della Pediatria (e non solo di questo reparto), perciò vantarsi oggi, come consigliere PD, di essere stato capace di riportare, in veste di consigliere e capogruppo PD, un pezzetto minimo del maltolto, non ci sembra un grosso vanto.”

Tanto dovevamo.

Dott. Nicola Baiocchi

Consiglio. Rosaria Falco

 

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