Ast 5, Radiologia del Madonna del Soccorso a confronto con quella del Mazzoni

Ast 5, Radiologia del Madonna del Soccorso a confronto con quella del Mazzoni

San Benedetto del Tronto, 2023-02-06 – Riceviamo e pubblichiamo

 

 

<<Ed eccoci finalmente ad esaminare la situazione della nostra Radiologia. Cominciamo dicendo che l’ultimo aggiornamento per la dotazione organica dei tecnici della Radiologia risale al 2007 (quindici anni fa!); che nel corso del tempo le prestazioni sono aumentate (88.000 nel 2022 al Madonna del Soccorso rispetto alle 83.000 del Mazzoni; che nei mesi di settembre ed ottobre del 2022 la CGIL ha inviato alla ex AV5 due lettere che evidenziavano la «fortissima carenza di personale e l’iniquità nell’organizzazione dei turni» (tra i due ospedali) e ricordando che «come risulta dai verbali, le SS.LL. si erano impegnate a pianificare l’organizzazione del lavoro sulla base delle unità lavorative disponibili … a nulla di tutto ciò è stato realmente dato séguito e, come se non bastasse, ai lavoratori [del Madonna del Soccorso] non viene nemmeno riconosciuta l’indennità di sala operatoria [poi riconosciuta a seguito di queste lettere], corrisposta invece per ogni accesso quotidiano ai colleghi che lavorano presso il Mazzoni di Ascoli, alimentando così l’annosa problematica del trattamento differenziato di colleghi afferenti al medesimo servizio e con stesse mansioni». Si afferma altresì che «non solo non abbiamo ricevuto alcun tipo di risposta ma … si è addirittura deciso di negare le ferie ai lavoratori puntualizzando che tale scelta si è resa necessaria a seguito della nostra missiva e quindi scaricando sul sindacato la responsabilità del peggioramento delle condizioni di lavoro».

Su queste basi mostriamo, anche ai politici locali sordi e muti, un sintetico riassunto del carico di lavoro per l’anno 2022 delle due radiologie, tenendo presente che, pur essendo previsti 28 tecnici di radiologia, al Madonna del Soccorso ne troviamo solo 22, alcuni dei quali potrebbero andar via all’esito di concorsi esterni. E le ferie restano sempre difficili da poter godere.

Partiamo quindi dalle Risonanze: ad Ascoli due chiuse che possono fare tutti i tipi di esame e due a San Benedetto di cui una aperta, idonea solo per le articolazioni minori, (come gomito o ginocchio) e quella chiusa che tanto spesso assurge agli onori della cronaca per i continui guasti. Ad Ascoli abbiamo quasi 8.200 esami, a San Benedetto del Tronto 5.700.

Passiamo alla TAC: al Mazzoni ne abbiamo due più una terza in Radioterapia, al Madonna del Soccorso ne abbiamo una. Ad Ascoli vengono fatti complessivamente, con le tre TAC, oltre 12.200 esami. A San Benedetto, in proporzione, con una TAC si dovrebbero fare meno della metà degli esami, ossia intorno ai 5.000. Invece ne sono stati fatti 10.600, neanche 2.000 meno di Ascoli che ha tre apparecchi.

Mammografia ed ecografia del seno: ad Ascoli 6.900, a San Benedetto 8.200 circa.

Quanto agli esami Rx ordinari, abbiamo tre apparecchi, con due tecnici, ad Ascoli per 21.600 esami, mentre a SBT con un solo apparecchio e con un tecnico abbiamo oltre 17.800 esami, ossia in proporzione il 148% in più.

Passando alle ecografie, pazienti interni ed esterni, Ascoli con cinque apparecchi ne fa oltre 10.100; San Benedetto, con tre apparecchi, ne fa oltre 12.100, quindi in proporzione il 100% in più.

Quanto alla diagnostica strumentale del Pronto Soccorso (RX e TAC), abbiamo circa 24.000 esami ad Ascoli, circa 33.500 esami a San Benedetto che, ricordiamolo, ha un numero di accesi per codici medio-gravi (azzurro, arancione, rosso) quasi doppio di quello di Ascoli.

Concludendo, al Mazzoni più macchine, più medici, più tecnici, quindi turni meno stressanti; al Madonna del Soccorso meno macchine – mediamente più vecchie e logorate dall’uso, quindi meno performanti –, meno medici, meno tecnici e molto più lavoro. Ancora La CGIL: «Non potendo accettare in alcun modo tale mistificazione della realtà e non essendo in alcun modo disposti ad essere ignorati…». Anche il Comitato non accetta che questi dati passino sotto silenzio e rende pubblica, ai cittadini e ai politici (anche a quelli che mistificano continuamente la realtà e scappano davanti ai numeri) questa ennesima carenza, questo squilibrio a nostro sfavore, voluto e mantenuto, a vantaggio dell’ospedale del capoluogo di provincia e in danno della corretta e razionale allocazione delle risorse.

Se poi qualcuno volesse contestare l’esattezza dei dati riportati attendiamo i documenti ufficiali dell’AST sull’attività delle due radiologie poiché, come sempre, siamo aperti ad ogni confronto. Restano incontestabili in ogni caso la realtà dei tecnici mancanti e un parco macchine obsoleto e ampiamente sottodimensionato. Ci dicono che a breve dovrebbe arrivare un nuovo ecografo: bene, ma se sostituirà un vecchio e inadatto ecografo la disparità di cinque ad Ascoli e tre a San Benedetto resta. Ci dicono che la nuova risonanza è stata “prenotata”, ma i tempi dei lavori e quelli dell’acquisto sono sempre sconosciuti. Anche dopo il concreto arrivo di queste due macchine, ovviamente non cesseremo di monitorare costantemente la situazione fino alla risoluzione di tutti gli attuali gravi problemi, al di là dei contentini per tenerci buoni, con molta attenzione ad eventuali ulteriori tagli dei servizi radiologici dell’ospedale costiero. Come sempre noi non chiediamo il taglio dei servizi ascolani ma le giuste dotazioni necessarie all’utenza del territorio costiero, in ossequio alla famosa e mai dimenticata “equiordinazione” di castelliana memoria.>>

6 febbraio 2023 Il Comitato «Salviamo il Madonna del Soccorso»

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