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L’integrazione in Europa, ciclo di lezioni all’UniUrb

 

Urbino – Con l’anno accademico 2016-2017 inizia una collaborazione fra la Fondazione Carlo e Marise Bo e i Dipartimenti dell’Università di Urbino Carlo Bo. E’ un tentativo di unire i docenti dei vari Dipartimenti e indirizzi di studio intorno ad una tema attuale e di presentarlo da diversi punti di vista. 

Il tema del ciclo di conferenze di questo anno accademico è di grande attualità: “L’integrazione in Europa”. I docenti che generosamente si sono dichiarati disponibili alla collaborazione presenteranno i problemi, creati dalla massiccia immigrazione di profughi da tanti paesi di continenti differenti, da diversi punti di vista sui quali è attiva la discussione sui media e nelle istituzioni politiche competenti: multiculturalità o inclusione culturale, problemi di sistemazione, di economia, di sanità e, non ultimo, di lingua.
Palazzo Passionei Paciotti
Via Valerio, 9 – Urbino

di + il allegato: 23fondaboroni


Cerimonia di apertura di Urbinoir 2016

 

Urbino – In allegato il programma di Urbinoir 2016 che anche per questa edizione prevede una nutrita serie di iniziative legate dal filo comune del titolo “Trilli Diabolici e Nature Morte – Crimes for Art’s Sake”.
Cerimonia di apertura Mercoledì 23 novembre alle ore 11 nella Biblioteca di Lingue “Leone Traverso” a Palazzo Petrangolini, Piazza Rinascimento, 7 Urbino.

22-25urbnoir

 

Domani 22 novembre il Seminario in memoria di Enrico Mascilli Migliorini

 

Lo stato dell’arte degli studi sulla comunicazione in Italia in ricordo di Enrico Mascilli Migliorini.

Un seminario di studi all’Università di Urbino Carlo Bo

Il 22 novembre il LaRiCA, centro dell’Università di Urbino Carlo Bo, organizza un seminario di studi dedicato alla memoria del professor Enrico Mascilli Migliorini, scomparso nell’agosto di quest’anno. Mascilli Migliorini ha svolto un ruolo di primo piano nella crescita e consolidamento dell’Università e della sua offerta formativa e professionale, essendo stato il primo Preside della Facoltà di Sociologia e fra gli ideatori, assieme a Carlo Bo, della Scuola di giornalismo di Urbino. Ha inoltre fondato e diretto la rivista Sociologia della Comunicazione edita da FrancoAngeli. Prima di dedicarsi esclusivamente all’insegnamento universitario, Mascilli Migliorini è stato direttore del quotidiano «Messaggero Veneto» e caporedattore del giornale radio della sede Rai di Napoli, ha inoltre diretto le sedi Rai di Cosenza, Ancona e Firenze. È autore di molti articoli e saggi scientifici e di numerosi volumi su sociologia e comunicazione.

L’iniziativa dal titolo “Studiare la comunicazione in Italia. Bilanci e prospettive di ricerca” sarà l’occasione per presentare il numero 50 della Rivista Sociologia della comunicazione. Dopo l’introduzione di Lella Mazzoli, attuale direttore della Rivista, il seminario si apre con la lectio di Ilvo Diamanti “Comunicazione istantanea, Social Media e democrazia immediata”, cui seguiranno il saluto e il ricordo del Magnifico Rettore Vilberto Stocchi, del sindaco Maurizio Gambini della Città di Urbino – della quale il Mascilli Migliorini era cittadino onorario -, del Direttore del DISCUI (Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali) Piero Toffano, del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche Dario Gattafoni, del Capo Redattore della sede di Ancona Maurizio Blasi e di Giannetto Sabbatini Rossetti, dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo. I lavori entreranno poi nel merito della ricerca italiana sulla comunicazione, perno del lavoro accademico di Mascilli Migliorini. Su questo tema si confronteranno studiosi degli Atenei italiani come Franca Faccioli (Sapienza Università di Roma), Gianpietro Mazzoleni (Università di Milano), Mario Morcellini (Sapienza Università di Roma), Bernardo Valli (Università di Urbino Carlo Bo). Saranno Luigi, Paolo e Carlo, figli del Professore, a chiudere il seminario.

L’appuntamento è per Martedì 22 novembre alle ore 15.00 presso l’Università di Urbino Carlo Bo, Sala Cinema del Polo scientifico didattico Paolo Volponi, Via Saffi, 15.

 

L’Unione Europea e il Mercato Unico Digitale

– A Palazzo Battiferri dal 22 al 23 novembre i Seminari del Centro di Documentazione Europea (CDE) dell’Ateneo –

Urbino – È tempo di preparare l’Europa all’era digitale abbattendo gli ostacoli normativi per i servizi online. Il Centro di Documentazione Europea (CDE) dell’Università di Urbino Carlo Bo ha aderito al progetto dei CDE italiani che si propone di approfondire le tematiche legate al Mercato unico digitale per l’Europa (documento COM /2015/ 192 finale della Commissione Europea), e sensibilizzare i cittadini dell’Unione Europea sulle necessita di abbattere gli ostacoli normativi per i servizi online.

Inizio dei lavori alle 16 del 22 novembre nella Sala del Consiglio di Palazzo Battiferri (Via Saffi, 42) con la conferenza di Lorenzo Pupillo, Executive Director di Telecom Italia, sul tema “Mercato unico digitale per l’Europa: una strada non ancora presa?”.

Uno spazio senza confini per cittadini e imprese in cui innovare e interagire in maniera legale, sicura, protetta e a costi accessibili, semplificandosi la vita. Per le imprese, la possibilità di utilizzare pienamente le nuove tecnologie e attraversare l’UE «con un semplice clic». Un potenziale di 415 miliardi di euro l’anno per la nostra economia e per migliaia di nuovi posti di lavoro. Il mercato unico dell’Unione europea (UE) offre ai cittadini europei e alle imprese libertà e diritti di fondamentale importanza: viaggiare, svolgere attività commerciali, operare in tutta l’UE. Libertà che fanno diffondere le innovazioni il più rapidamente possibile offrendo ai cittadini la più ampia libertà possibile di scelta e opportunità. Oggi però sempre più prodotti e servizi diventano digitali o disponibili online.

Che si tratti di guardare un film o presentare offerte per appalti pubblici, fare acquisti o studiare, è probabile che si stiano usando strumenti online. Eppure gli europei hanno difficoltà nell’utilizzo di tali strumenti e l’UE si è impegnata a ridurre questi ostacoli. Gli ostacoli possono essere di tipo diverso: spese di spedizione poco trasparenti e sproporzionatamente elevate, deliberate restrizioni di natura geografica, mancanza di accesso a Internet o di competenze digitali o un mosaico eterogeneo di norme in tutta l’UE. Qualunque ne sia la ragione, il risultato è che gli europei si lasciano sfuggire delle opportunità:

i cittadini non possono beneficiare di una più ampia gamma di beni e servizi o prodotti online, o non possono usufruire delle numerose opportunità offerte da Internet;

le imprese e le start-up su Internet hanno un campo d’azione limitato e non possono estenderlo come vorrebbero, cosa che si traduce in meno innovazione e meno nuovi posti di lavoro;

le imprese nel mercato unico non beneficiano di servizi digitali di qualità.

Perché abbiamo bisogno di un mercato unico digitale?

PER LE PERSONE • Per poter fare acquisti online più facilmente • Per poter scegliere beni e servizi provenienti da tutti i paesi europei quando si fanno acquisti online

PER LE IMPRESE • Per vendere online più facilmente • Per vendere online a 500 milioni di consumatori europei

I consumatori europei potrebbero risparmiare 11,7 miliardi di euro l’anno se per gli acquisti online potessero scegliere fra l’intera gamma di beni e servizi offerta nell’UE .

Cosa bisogna fare per avere un mercato unico digitale che funzioni?

Sicurezza della rete, facilità di stabilimento, logistica, diritti dei consumatori online, diritti d’autore,questioni riguardanti i dati, sistemi di pagamento.

I primi risultati sono già stati raggiunti: dal 15 giugno 2017 i cittadini europei potranno telefonare da ogni stato dell’Unione Europea senza spese supplementari.

Questo evento è realizzato dal CDE di Urbino con il contributo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.  Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzatrice dott.ssa Giancarla Marzoli giancarla.marzoli@uniurb.it tel. 0722-305577

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21 Novembre 2016 alle 17:10 | Scrivi all'autore | | |
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