dall’Amat

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2017-03-03

QUANDO LA NEVE DÀ SPETTACOLO!

IL FANTASTICO MONDO DI SLAVA’S SNOWSHOW IN ESCLUSIVA REGIONALE

DA MERCOLEDÌ 8 A VENERDÌ 10 MARZO AL TEATRO DELL’AQUILA DI FERMO

 

 

Un capolavoro assolutamente unico e imperdibile, uno spettacolo di rara bellezza, semplicemente emozionante. Gioia, buonumore e un pizzico di malinconia si rincorrono sul palcoscenico con i fiocchi di neve, le bolle di sapone e i palloncini colorati sospinti da un vento di tempesta o fatti rimbalzare tra il palcoscenico e la platea in un gioco che coinvolge i clown e il pubblico. Tutto questo è SLAVA’S SNOWSHOW in scena in esclusiva regionale al Teatro dell’Aquila di Fermo dall’8 al 10 marzo su iniziativa di Comune e AMAT.

 

SLAVA’S SNOWSHOW è uno spettacolo per tutti (indicato anche per i bambini di età superiore a 8 anni), in scena dal 1993, oltre 6000 spettacoli, 400 spettacoli all’anno, oltre 4 milioni di spettatori, perché anche gli adulti tornano bambini trascinati dalla vitalità degli artisti che alternano gag e comicità esplosiva a momenti di poesia struggente e malinconica. E allora, che il pubblico segua ancora una volta il Colwn giallo e i suoi compagni in un’avventura che non finisce mai… come i palloncini, come la neve, in un viaggio onirico tra nevicate e bolle di sapone, tra poesia, allegria e malinconia.

 

Slava Polunin nasce in una piccola città russa, lontano dai grandi centri urbani. Trascorre tutta la sua infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi. Vive in un mondo incontaminato che ha sviluppato le sua capacità di inventare cose e storie sempre nuove: Slava ama costruire le case sugli alberi, anche di quattro piani, piccole città di neve e organizza divertenti feste con i suoi amici. Grazie alla televisione e al cinema, conosce e si innamora dei grandi clown e dei grandi mimi. Il suo sogno è quello di poter diventare un clown, si iscrive a una scuola di mimo e inizia così il suo lungo cammino verso la riscoperta e la riaffermazione dell’arte del vero clown. Grazie all’influenza di grandi artisti come Chaplin, Marcel Marceau, Engibarov e al suo innato talento, Slava e la sua Compagnia – fondata nel 1979 – danno una nuova valenza al ruolo del clown, estrapolandolo dal mondo circense e portandolo nelle strade prima e nei più grandi teatri del mondo poi. La sua reputazione cresce molto rapidamente, a tal punto che tanti sono i suoi allievi disposti persino a viaggiare per miglia pur di imparare la sua tecnica di fusione tra teatro visivo e clown. Molti degli ex-allievi di Slava hanno oggi delle proprie compagnie e alcuni hanno preso parte alle produzioni del Cirque du Soleil. Nel 1993 raccoglie le gag e gli sketch più famosi del suo repertorio in un unico spettacolo SLAVA’S SNOWSHOW (precedentemente intitolato Yellow) che è un vero e proprio trionfo tanto da valergli il Time Out Award. Da allora lo spettacolo ha girato il mondo ed è stato visto in centinaia di città da milioni di persone. Nella sua lunga storia lo spettacolo ha ricevuto prestigiosi premi teatrali e riconoscimenti, come: Lawrence Olivier, Drama Desk, Triumph, Golden Nose. Come tutte le opere di Slava, SLAVA’S SNOWSHOW dovrebbe essere descritto come un “work in progress” in continua evoluzione di idee, innovazioni ed invenzioni. L’ispirazione creativa di Slava ha uno scopo ben preciso: portare il clown teatrale nel XXI secolo continuando a incantare le famiglie di tutto il mondo. Dal 2013 al 2016 Slava Polunin è stato Direttore artistico del più antico e grande Circo della Russia, il Bolshoi Saint Petersburg State Circus.

 

Lo spettacolo – creato e messo in scena da SLAVA – è realizzato con Gwenael Allan in collaborazione con ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna. Il clown giallo è Robert Saralp, i clown verdi sono Tatiana Karamysheva, Andrei Klimak, Christopher Lynam, Oleg Lugovskoy e Bradford West.

Informazioni e biglietti: Teatro dell’Aquila 0734 284295. Inizio spettacolo ore 21.

TEATROLTRE, MARTEDÌ 7 MARZO A PESARO

IL PLURIPREMIATO AMORE DI SCIMONE-SFRAMELI

 

 

Premio Ubu 2016 come “miglior novità italiana o progetto drammaturgico”, “miglior allestimento scenico” e nomination “miglior spettacolo” Amore, un gioiello teatrale di Spiro Scimone, uno dei maggiori drammaturghi italiani in attività, e diretto da Francesco Sframeli arriva a Pesaro martedì 7 marzo la Teatro Sperimentale nell’ambito di TeatrOltre, un palcoscenico per i linguaggi più innovativi realizzato su iniziativa della Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, dei Comuni di Pesaro, Urbino, San Costanzo, San Lorenzo in Campo e Urbania con AMAT e il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

 

Amore di Scimone-Sframeli, “un gioiello fatto di nulla, da non perdere” come lo ha definito Anna Bandettini sulle pagine de “la Repubblica”, consegna un mondo di rovinosa e radiosa umanità in cui al centro vi è quel sentimento misterioso che svela tutta la sua potenza alla fine della vita. “Il loro raffinatissimo teatro post-beckettiano, post-siciliano, post-esistenziale  – scrive Renato Palazzi nel “Il Sole 24 Ore” – riesce a fondere con rara delicatezza la comicità e la grazia poetica, la cattiveria e la tenerezza, unite a un acre sguardo sul presente”.

 

Con Amore la Compagnia Scimone Sframeli prosegue il proprio percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. In scena due coppie: il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere. Quattro figure che si muovono tra le tombe. La scena è, infatti, un cimitero.  Il tempo è sospeso, forse, stanno vivendo l’ultimo giorno della loro vita. Dialoghi quotidiani e surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. L’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.

 

L’interpretazione di Amore è affidata a Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, la scena è di Lino Fiorito, il disegno luci di Beatrice Ficalbi. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Théâtre Garonne Toulouse.

 

Per informazioni e biglietti (10 euro, ridotto 8 euro): Teatro Rossini 0721 387621, Teatro Sperimentale 0721 387548 il giorno di spettacolo dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 a inizio spettacolo previsto alle ore 21.

 

 

URBINO, TEATRO SANZIO MARTEDÌ 7 MARZO

MARIA AMELIA MONTI E PAOLO CALABRESI IN NUDI E CRUDI

 

 

Martedì 7 marzo con Nudi e crudi prosegue la stagione di prosa del Teatro Sanzio di Urbino realizzata su iniziativa del Comune in collaborazione con AMAT e con il contributo della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Tratta dal romanzo di successo di Alan Bennett Nudi e crudi è una commedia spumeggiante, piena di umorismo e ironia che sa fare un ritratto impietoso e indimenticabile della vita di una coppia di mezza età. Magistralmente scritta per il teatro da Edoardo Erba, superbamente interpretata da Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi con Nicola Sorrenti e diretta con estro da Serena Sinigaglia, Nudi e crudi diverte senza ricalcare vecchi schemi e rivela più di ogni altra opera il genio comico di Alan Bennett affrontando il tema della relazione uomo-donna.

 

Che succederebbe se, tornando a casa dopo una serata a teatro, trovaste il vostro appartamento completamente vuoto, svaligiato da ladri che non hanno lasciato né un interruttore, né un rubinetto, né la moquette sul pavimento? Ai signori Ransome – due impeccabili coniugi inglesi – capita proprio questo e la loro vita tranquilla e ripetitiva viene completamente sconvolta. Però la reazione dei due è diversa: lui si incupisce e si arrabbia sempre più, lei prova un senso di sollievo e quasi di liberazione. E mentre il gioco dei caratteri, esasperato da visite inattese, diventa sempre più esilarante, il mistero del furto trova un’imprevista soluzione.

 

“Mr e Mrs Ransome sono due archetipi. Un uomo e una donna, un marito e una moglie, una coppia, tipicamente inglese – scrive Serena Sinigaglia nelle note di regia -, protestante e conservatrice. Le loro certezze sono le abitudini costruite nel tempo di una vita condivisa. Gli stessi riti, gli stessi meccanismi, la stessa ossessiva cura per l’ordine e la quiete, ogni giorno finché “morte non ci separi”. Cosa può accadere se di colpo i Ransome si ritrovano “nudi e crudi”? Se all’improvviso la situazione in cui precipitano sovverte l’ordine delle cose e li costringe a cambiare i riti tanto cari? Ce la faranno? Sapranno adattarsi? Soccomberanno? Sembra lo scherzo di un Dio cinico e beffardo che si diverte a mostrarci quanto le vite che con ostinazione e impegno ci costruiamo siano solo dei teatrini per sopravvivere al caos, narrazioni piuttosto irrisorie di una realtà ben più complessa e di impulsi ben più libertari che semplicemente non sappiamo gestire e allora reprimiamo. Forse se riuscissimo a convivere con il nostro lato dionisiaco, se avessimo forza e coraggio per sostenere con garbo la libertà di cui in teoria siamo dotati, forse riusciremmo ad essere veramente più vicini a ciò che siamo. Qui sta il punto, a mio parere, qui Bennett diventa universale e parla a tutti noi, nessuno escluso. La vita è tutta nel cambiamento, nel movimento imprevisto, in quella vertigine che ti dà il vuoto”.

 

Le scene dello spettacolo – prodotto da Artisti Associati – sono di Maria Spazzi, i costumi di Erika Carretta, la

colonna sonora di Sandra Zoccolàn e le luci di Alessandro Verazzi.

 

Informazioni e biglietti (da 10 a 20 euro): Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439, www.urbinonews.it, www.amatmarche.net. Inizio spettacolo ore 21.

 

 

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