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dalla Regione Marche

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2019-03-06

Presentata, in Regione, la 27a edizione di Tipicità: il Made in Marche Festival.

Casini: “Iniziative di qualità”.

Cesetti: “Da vetrina a racconto del territorio”.

Trasatti: “Porta aperta sul mondo”.

Serri: “Unici e attraenti”

 

Dal 9 all’11 marzo il Fermo Forum ospiterà il buon cibo, il “saper fare”, personaggi noti e grandi chef, percorsi esperienziali, delegazioni estere e regioni italiane. Il tutto nell’ambito degli eventi proposti da Tipicità: il “Made in Marche Festival”. Presso la sede della Giunta regionale, ad Ancona, è stato presentato il programma della 27a edizione della manifestazione. All’incontro con la stampa hanno partecipato la vicepresidente Anna Casini, l’assessore Fabrizio Cesetti, il vicesindaco di Fermo Francesco Trasatti e il direttore di Tipicità Angelo Serri. L’edizione 2019, è stato detto, si presenta al via come un vero “Kolossal esperienziale”, con 210 realtà in rassegna, la collaborazione di 40 enti locali e associazioni, 130 eventi in programma, 150 giornalisti accreditati, otto delegazioni estere (Germania, Francia, Grecia, Russia, Bielorussia, Albania, Georgia, Ungheria). Le Marche, hanno evidenziato i promotori, si proporranno “al top” e si confronteranno con il mondo. Il visitatore potrà seguire tre itinerari: il cibo, protagonista assoluto della manifestazione, la cultura del fare e il turismo di scoperta. A catturare l’attenzione saranno focus sul biologico, i percorsi tra vitigni antichi, l’effervescenza delle birre agricole e artigianali, i prodotti di supernicchia, la nutraceutica (curarsi mangiando) e la biodiversità, il cibo del futuro. A sollecitare curiosità e papille gustative provvederanno anche le proposte della “mitica” Creta, realtà ospite estera, della toscana San Miniato, delle tante realtà locali nazionali: l’Italia meno conosciuta, ma più autentica. “Dentro Tipicità si vive un grande attivismo della Regione Marche, che propone sempre una sintesi di quanto fatto negli anni, a partire dal Programma di sviluppo rurale (Psr), con le anticipazioni delle novità in cantiere – ha evidenziato il direttore della manifestazione, Angelo Serri – Il successo dell’evento è dovuto al coinvolgimento di tutte le anime che ruotano attorno alla promozione del territorio di questa regione, a cominciare dal cibo, dal paesaggio, dalla valorizzazione di tutte le risorse che rendono grande la nostra terra. Siamo unici e quindi attraenti”.

 

Secondo la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, “quest’anno la Regione eleverà la qualità delle iniziative proposte su temi che seguiamo da tempo, a partire dal biologico, dal dissesto idrogeologico, dall’agroalimentare. Saremo presenti con uno spazio di 70 metri quadri, nel quale parleremo e presenteremo due bandi importanti del Psr. Uno riguarda la viabilità rurale nel cratere sismico, finanziato con 18 milioni di euro. L’altro gli accordi agroambientali d’area per prevenire i dissesti. Spazio riserveremo anche alla biodiversità in cucina, con l’esperienza avviata, insieme agli istituti alberghieri, sui prodotti di nicchia regionali”. L’assessore Fabrizio Cesetti ha parlato di Tipicità come di “una straordinaria occasione per le Marche di promuovere sé stesse e, per la Regione, di raccontare la genesi, l’origine di tanta qualità. È una manifestazione che è passata da vetrina di prodotti tipici a racconto di un territorio, unico e peculiare. Tipicità ogni anno stupisce per la sua capacità di innovarsi e di guardare al futuro, superando i confini regionali”. Il vicesindaco di Fermo, Francesco Trasatti, ha presentato Tipicità come una “felice sintesi del territorio. Una porta aperta sul mondo per promuovere le Marche, ma anche per portare il Mondo nelle Marche”. Si è soffermato, in particolare, sulla quarta edizione di “Tipicità in the city” che punta a legare il centro storico a una manifestazione che attira, mediamente, quasi 15 mila visitatori all’anno. “Cultura, turismo, saper fare e saper vivere sono i biglietti da visita di Tipicità e della città di Fermo”. Tipicità sarà un contenitore di eventi, da vivere nei molteplici spazi allestiti, con il debutto di “Grembo”: nuovissimo format con personaggi di attualità (da Paolo Mieli a Marco Ardemagni del Gran Sasso Science Institute), per tracciare le linee del “futuro buono”. Nel padiglione “Experience” saranno protagonisti i duecento anni de L’Infinito di Giacomo Leopardi, insieme ai cinquant’anni dell’allunaggio. Oltre 25 aziende marchigiane si presenteranno in rassegna, con vitigni antichi (Vernaccia nera cerretana, Maceratino, Malvasia bianca di Candia) e il meglio del “Vigneto Marche”. Sbirciando nel “mercatino di Tipicità”, si scopriranno prelibatezze introvabili nei consueti canali distributivi, con tanti prodotti dalle aree del cratere sismico che si rivelerà un vero scrigno di sapori. Evento speciale e novità assoluta di Tipicità 2019 si riveleranno anche le paste biologiche delle Marche, con otto alfieri della migliore cucina marchigiana. Dodici “congreghe” da tutta Italia daranno vita a “Stoccafisso senza frontiere”, mentre gli atenei di Ancona, Camerino e Macerata porteranno al Fermo Forum “Umanesimo e Tecnica” (dal campo agricolo, ai laboratori scientifici). Tipicità sarà, poi, a misura dei “più piccoli”, con laboratori e spettacoli dedicati, arricchito con un “Dopofestival” ambientato nel centro storico di Fermo per coinvolgere la città nelle nuove esperienze proposte: esibendo il biglietto d’ingresso a Tipicità, si avrà diritto all’ingresso ridotto nei musei e gratuito agli eventi in cartellone.


“I LUOGHI DEL CUORE” LE MARCHE -RISULTATI FINALI DELLA 9ª EDIZIONE

Nella nostra regione si sono registrati 61.172 voti  e 1.296 luoghi votati

 

Sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa I Luoghi del Cuore, il censimento promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo – che chiede a tutti i cittadini di votare i piccoli e grandi tesori che amano e che vorrebbero salvare.

In questa edizione, la nona, attiva dal 30 maggio al 30 novembre 2018, nella regione Marche si sono registrati 61.172 voti, il 59,3% in più rispetto alla precedente. Sono stati 1.296 i luoghi votati, sei quelli che hanno ottenuto oltre 2.000 voti, con l’Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU), tra i più votati con l’ottavo posto nella classifica nazionale.

“ Dalle Marche della bellezza infinita – ha affermato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli – vogliamo lanciare una proposta concreta che potrebbe diventare un percorso comune con le altre regioni: si stanno adesso programmando le misure finanziarie europee per il prossimo settennato 2020-2027 e sarebbe utile allora rafforzare il rapporto con il FAI per orientare il flusso delle risorse europee, investendo proprio dove il FAI darà indicazioni che provengono dai desideri dei cittadini, dalla loro mobilitazione attraverso questo censimento dei Luoghi del Cuore. Perché la partecipazione abbia un risultato concreto, sapendo che si potrà tutelare o valorizzare un bene culturale, ambientale, architettonico che abbiamo “votato con risorse della comunità europea è premiante, sensibilizzante e educativo in termini di conservazione del bene comune. Il nostro futuro impegno sarà in questo senso, collegando e incrociando i dati del FAI per creare sempre più una relazione positiva e virtuosa. Del resto il ruolo del FAI lo conosciamo bene e diventa fondamentale quando valorizzando o segnalando i beni storici e ambientali di un territorio all’attenzione di tutti, permette anche di scongiurare l’abbandono dei piccoli borghi e di far crescere l’economia di quei luoghi.”

 “ Voglio ringraziare il presidente Ceriscioli – ha detto la presidente del FAI Marche, Alessandra Stipa – non solo perché la Regione Marche è sempre al nostro fianco, ma perché questa proposta ci riempie il cuore ed è la via giusta. Il FAI prima che una fonte di finanziamento privato per i luoghi da salvare, è un portavoce della volontà dei cittadini presso le istituzioni e quando quest’ultime rispondono così, significa che c’è un comune sentire e un impegno ben canalizzato. Il progetto FAI “I Luoghi del Cuore” – ha proseguito – potrebbe essere utilizzato per una indagine sociologica sulla crescente sensibilizzazione dei cittadini italiani al problema ambiente, inteso nella sua accezione vera di paesaggio fortemente antropizzato quale è quello italiano. Dalle prime edizioni del 2003 nelle Marche, come in tutta Italia, si è avuto un incremento sempre crescente del numero di marchigiani che hanno partecipato alle votazioni. Dapprima le segnalazioni, chiaramente frutto di cittadini sensibili, erano sparute, “solitarie”, pochi voti sparsi su  beni vari; poi si sono avute le unioni solidali, si sono formati comitati spontanei che hanno raccolto firme e dal 2010 abbiamo iniziato ad avere numeri importanti che hanno determinato la possibilità di finanziare alcuni nostri beni, come a Fermo, Suasa etc.”

Entrambi i presidenti hanno ricordato un esempio virtuoso di collaborazione FAI-Regione: l’intervento di recupero della Grotta Sudatoria e della piscina di Acquasanta Terme ( 6 milioni di euro di finanziamento). Ceriscioli ha ricordato che era chiusa dal 1985 e che c’era un forte desiderio della comunità di vederla restituita al suo splendore.

La partecipazione della nostra regione nel suo insieme al censimento ha subito nel tempo una crescita esponenziale. Nel 2010 si è posizionata tra le prime dieci per numero di voti raccolti, grazie in particolare ai voti raccolti per la Chiesa di San Filippo Neri a Fermo che si è classificata al 5° posto nazionale. Le Marche si sono classificate oltre il decimo posto della classifica per numero di voti raccolti sia al censimento 2018 (nona edizione) sia nel 2016 (ottava edizione): nel caso dell’Abbazia di San Michele Arcangelo di Lamoli di Borgo Pace (PU) si sottolinea come il bene sia stato rivotato dopo un notevole successo già nel 2016 (8.605 voti).

 

LA CLASSIFICA 2018

 

 

24.742

Abbazia di San Michele Arcangelo, Lamoli di Borgo Pace (PU)
71° 5.598 Chiesa di San Liberato, Montegiorgio (FM)
71° 5.598 Oratorio dei Beati Becchetti – L’Albero della vita, Fabriano (AN)
90° 4.724 Chiesa di Sant’Angelo Magno, Ascoli Piceno
136° 3.404 Acquedotto pontificio di Loreto, Recanati (MC)
200° 2.258 Parco archeologico di Forum Sempronii, Fossombrone (PU)

 

 

 

 

OSSERVATORIO MERCATO LAVORO MARCHE: NEL 2018 AUMENTATE LE ASSUNZIONI DELLE DONNE

Nel corso del 2018 ammontano a circa 157.500, con un +2,6% rispetto al 2017, le assunzioni complessive riferite alla componente femminile delle Marche. La differenza tra assunzioni e cessazioni è di segno positivo sia per la componente maschile che per quella femminile: ciò significa che nel 2018, si è verificato un aumento delle posizioni lavorative. L’entità del saldo risulta per gli uomini di 6.868 unità, per le donne di  3.483 unità. Questi i dati elaborati dall’Osservatorio regionale del mercato del lavoro e aggiornati al 1° marzo 2019.

Bravi

“I numeri – commenta l’assessore al Lavoro, all’istruzione e alla Famiglia Loretta Bravi in occasione della ricorrenza del prossimo 8 marzo  –  ci dicono che, per le donne marchigiane, sul fronte del lavoro la situazione sta migliorando. E’ altrettanto vero però che ci sono ancora molte criticità da risolvere. Donne e  famiglia, donne e istruzione, donne e lavoro: è evidente che nelle deleghe a me affidate la donna ha un ruolo portante in fatto di cura, di quotidianità, di poco clamore, ma con  la coscienza di una posizione ineludibile. Uscendo dalle ormai obsolete e sterili diatribe tra status e ruolo, moglie madre e donna in carriera, vorrei ribadire che oggi la donna necessita concretamente di sostegno e di servizi di prossimità per poter esprimere appieno maternità e professionalità. Come assessorato siamo quindi all’opera attraverso diversi provvedimenti: voucher asili nido, centri estivi, accordi di conciliazione tempi vita e lavoro, iniziative in grado di sostenere modalità di prestazione di lavoro e di tipologie contrattuali flessibili a  tutela della maternità, adozione di modelli e soluzioni organizzative “family friendly”, sostegno all’inserimento occupazionale con i fondi Fse, formazione professionale e soprattutto un costante dialogo con le aziende per la tutela del “bene” donna. Parliamo di misure pensate a sostegno  soprattutto delle giovani coppie che investono su lavoro e famiglia, intesa questa, come una risorsa per la comunità”.

 

Approfondendo l’analisi alle singole tipologie contrattuali riferite alla componente femminile, si registrano, nel corso del 2018, 10.521 assunzioni a tempo indeterminato (+12,9% rispetto all’anno precedente), 81.507 a tempo determinato (+3,9%), 5.884 con contratti di apprendistato (+13,1%) e circa 25mila con contratti di somministrazione. Quest’ultima fattispecie è l’unica, nell’ambito del lavoro dipendente, con variazione annua di segno negativo (-8,4%).

Le assunzioni aumentano, per le donne, in tutte le classi di età con variazioni più accentuate per le over 45: +5,3% in riferimento alla classe 45 – 54; +7,2% per il segmento 55 – 64 e +5,3% per le donne con oltre 65 anni di età. Tale dinamica è riscontrabile anche nel lungo periodo poiché, a partire dal 2008, gli avviamenti sono diminuiti per le più giovani e aumentate per le donne adulte. Si noti, tuttavia, come circa un terzo della domanda di lavoro venga intercettato dalle 15 – 29enni. Gli ingressi nell’occupazione riferiti alla componente maschile superano quelli della componente femminile in tutti i segmenti presi in considerazione. Il divario è più ampio tra i giovani di 15 – 24 anni (57,2% gli uomini e 42,8% le donne) e tra gli over 65 (73,4% -26.6%). Solo nella classe 35 – 44 si osserva una sostanziale equidistribuzione dei flussi (50,1 -49,9%).

Nel 2018 la domanda di lavoro intercettata dalle donne registra variazioni di segno positivo in tutti i macro-settori di attività economica. Nell’agricoltura l’incremento è pari al 12,1%, nel manifatturiero al +3,9%. Nelle attività industriali di energia e ambiente le assunzioni salgono da 174 a 212; nelle costruzioni da 437 a 579. In espansione anche il terziario (+2,1%) settore in cui il numero assoluto delle assunzioni riferite alla componente femminile supera quello degli uomini. L’incidenza delle donne nei flussi di assunzioni riferiti all’insieme delle attività dei servizi si attesta, nel 2018, al 52,9%; situazione opposta nelle costruzioni, settore in cui la quota di avviamenti è pari al 95,5% per gli uomini e al 4,5% per le donne. Gli uomini prevalgono anche nell’insieme delle attività industriali, con l’eccezione del tessile abbigliamento, e nell’agricoltura (68,0% e 79,05 rispettivamente).

 

 

 

 

ASTALDI: REGIONE MARCHE ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DELLE IMPRESE CREDITRICI

La Regione Marche aderisce alla manifestazione di domani delle imprese creditrici della Astaldi e dei lavoratori sulla SS 76. Il presidente Luca Ceriscioli, impegnato a Roma in incontri istituzionali, ha delegato il consigliere del territorio Enzo Giancarli a rappresentare la Regione.

“Sono oltre 40 i milioni lasciati sulla strada da Astaldi. E’ questo l’importo dei lavori fatti dalle ditte subappaltatrici non ancora pagato dalla azienda – spiega il presidente Ceriscioli –. Su questo noi abbiamo chiesto un impegno al governo. Noi stiamo dalla parte del lavoro e dei lavoratori: il resto sono bugie e chiacchiere strumentali. E’ per noi, infatti, una questione di giustizia tutelare i posti di lavoro ed auspichiamo che si possa  trovare, con l’impegno di tutti, una soluzione. Sono convinto che risolvere il problema del pagamento alle ditte costituirebbe una accelerazione per la ripartenza dei cantieri. Non c’entra con i tempi di ripresa del cantiere la richiesta di provvedere quanto prima al pagamento delle imprese creditrici. Difendere le ditte del territorio è un impegno importante per tutti”.

 

 

 

Contributi per il contenimento dei danni causati dai lupi, Casini: “Tutte le domande ammissibili pervenute saranno finanziate. Risorse sufficienti senza necessità di graduatoria”

Non sarà necessario stilare una graduatoria per beneficiare dei contributi stanziati dalla Regione Marche a difesa del patrimonio zootecnico dai danni causati dai lupi: tutte le 153 domande pervenute, se ammissibili dopo l’istruttoria, saranno finanziate. A fronte dei 3 milioni disponibili, sono arrivate richieste per 1,6 milioni. “La somma rimanente, una volta liquidate le richieste in regola con i requisiti del bando, verrà utilizzata per altri interventi di attenuazione del conflitto tra allevatori e lupi”, afferma la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura. I contributi, stanziati con la sottomisura 4.4 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e autorizzati dall’Unione europea, erano riservati alle aziende zootecniche (ovi caprine, bovine ed equine) delle aree montane e a quelle non montane ma ricomprese nei territori protetti (Siti Natura 2000) che avevano la necessità di difendere il proprio bestiame dagli attacchi dei lupi, animali protetti. Entro la scadenza del bando sono giunte 11 richieste dalla provincia di Pesaro e Urbino, 8 da Ancona, 88 da Macerata, 10 da Fermo e 36 da Ascoli Piceno.

 

 

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6 Marzo 2019 alle 16:20 | Scrivi all'autore | | |

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